Doccia fredda dalla produzione industriale in febbraio. L’indice destagionalizzato dell’Istat diffuso oggi fa infatti registrare un calo rispetto a gennaio dello 0,6%. Il dato, secondo il Centro Studi Promotor, è indubbiamente deludente anche se va detto che nel gennaio scorso l’indice aveva messo a segno una crescita congiunturale dell’1,7%. Proprio grazie al dato di gennaio l’indice era uscito dal canale di stagnazione compreso tra quota 90,2 e quota 92,9 in cui aveva oscillato da ottobre 2012 a dicembre 2015. 

Con il dato di febbraio l’indice non rientra nel canale di stagnazione, ma si appoggia sul suo limite superiore. D’altra parte va segnalato che il confronto tra il primo bimestre 2016 e lo stesso periodo del 2015 vede una crescita del 2,5%. Una ripresa ,sia pure debole e contrastata, è dunque in atto. Non va comunque dimenticato che rispetto al massimo ante-crisi dell’aprile 2008 l’indice del febbraio scorso fa ancora registrare un calo di ben il 23,5%.
Che una ripresa sia in atto emerge comunque anche dall’analisi dell’andamento dei diversi comparti industriali. Nel primo bimestre 2016 il settore trainante è sempre quello della fabbricazione dei mezzi di trasporto che fa registrare una crescita del 9,3% sostenuta in particolare dalla produzione di autoveicoli.
Dopo il settore dei mezzi di trasporto, il più dinamico appare quello della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+7,7%), seguito da quello della fabbricazione di macchinari e attrezzature (+5,9%), da quello delle industrie di riparazione ed installazione di macchine (+5,6%) e da quello della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+5,4%). 
Va anche segnalato che dei sedici comparti considerati soltanto due sono ancora in calo nel primo bimestre 2015: quello delle forniture di energia elettrica (-2,1%) e quello tessile (-0,6%). In sintesi, secondo il Centro Studi Promotor, l’andamento della produzione industriale nel 2016 non è particolarmente dinamico, ma appare comunque tale da sostenere la prosecuzione della debole ripresa dell’economia in atto.