Quello sciagurato cartello stradale che tanti anni fa sulle autostrade a tre corsie riservava la più a destra ai “veicoli lenti” ha prodotto danni incalcolabili, le cui conseguenze ci trasciniamo ancora oggi: infatti la maggior parte dei veicoli viaggia beatamente sulla corsia al centro della carreggiata, ritenendo quasi un’offesa l’etichetta di veicolo lento che gli appioppava allora il sesto comma dell’art.143 del Codice della Strada.

L’infausta definizione di veicolo lento venne poi abolita nel 2002 ma lasciando l’obbligo chiaro e preciso per gli automobilisti, “di percorrere in autostrada la corsia più libera a destra quando una carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia; infatti la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso”: obbligo contenuto nell’art. 143 comma 5 del Codice della Strada, che essendo una legge dello Stato va rispettata. 130 non 150.

Ne parliamo subito perché rimanga ben impresso: attenzione che il limite max. di velocità sulle autostrade italiane è e resta sempre di 130 km/h su qualunque tratto. Infatti anche qui si era fatta una certa confusione, con azzardati titoloni di giornali, perché l’art. 142 CdS prevede che sulle autostrade a 3 o 4 corsie dotate di apparecchiature Tutor, gli enti proprietari o concessionari possano elevare il limite a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione di appositi segnali. Sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. Basta percorrere qualsiasi tratto autostradale per vedere che sulla corsia di destra, la corsia del…. disonore, non transiti quasi nessuno.

E non sarebbe sufficiente la considerazione che io tanto vado a 130 km/h, la velocità massima consentita, per cui non-sono-lento e quindi resto sulla corsia di centro: no, per il CdS “devo” utilizzare quella libera più a destra, altrimenti rischio una sanzione e la decurtazione di quattro punti sulla patente. Ma questo quanti automobilisti lo sanno? E poi, diciamolo chiaramente, come si fa a dimostrare e sanzionare un’infrazione del genere? Resterebbe da appellarsi al senso civico di ogni automobilista, ma è un sentimento che notoriamente in Italia non è molto diffuso. E così la tanto auspicata scorrevolezza del traffico va a farsi benedire.

Le quattro corsie sono una soluzione per aumentare la scorrevolezza del traffico autostradale, ma non ci sono dati certi: infatti ad oggi i tratti a 4 corsie rispetto al totale delle autostrade italiane sono solo l’1,8%. La rete autostradale attualmente in esercizio è di circa 6.500 km, dei quali 4.073,5 a due corsie per senso di marcia, 1.800 a tre corsie e solo 115,3 a quattro corsie.

Questi preziosi tratti si trovano sulla A1 per 70 km (Modena-Bologna) dall’allacciamento della A22 sino all’allacciamento con la A14, sulla Milano Est - Bergamo per 33,6 km e sulla A8 Milano - Varese (che è stata la prima autostrada al mondo!) per una decina di chilometri, dall’intersezione con la A9 fino alla barriera di Milano.

Nonostante le difficoltà di realizzazione e i costi pazzeschi, i programmi di ampliamento con terze e quarte corsie vanno avanti: ad esempio per i 3.005 km gestiti dalla Società Autostrade per l’Italia sono previsti ampliamenti futuri con una 4a corsia nei tratti da Milano Sud a Lodi (16,5 km.), Piacenza Sud - Modena (97,9), San Cesareo - Colleferro (16,6), Colleferro - Frosinone (31,3) e Bologna S.Lazzaro - diramazione per Ravenna (34,4). Ma nessun gestore di autostrade si è andato a cercare rogne chiedendo questa deroga. Ed è molto meglio così: limiti chiari, sempre uguali per tutti.