Da Maranello alla campagna giapponese e ritorno. Questa la storia singolare dell’unica Ferrari 365 GTB/4 stradale, la celebre Daytona, prodotta con carrozzeria in alluminio.

Ritrovata nella campagna giapponese e battuta a 1,8 milioni di euro in asta a Fiorano, sabato 9 settembre, nella vendita organizzata da RM Sothebys’s per celebrare i 70 anni di storia Ferrari. Vettura davvero particolare, non solo per le sue caratteristiche tecniche, ma perché appartenuta a Luciano Conti, fondatore di Autosprint e di Auto e della nostra Casa editrice.

La storia di quest’auto e del ritrovamento 45 anni dopo, è più intrigante di un romanzo. Anche per i personaggi coinvolti. Eccola. La Ferrari ha prodotto 1284 modelli di Ferrari 365 GTB/4, tra il 1969 e il 1974. A questi si aggiungono 15 esemplari da competizione. Di queste ultime, 5 erano caratterizzate da carrozzeria in alluminio mentre le altre e le Daytona stradali erano in acciaio.

Luciano Conti, amico personale di Enzo Ferrari, proprietario di numerose vetture del Cavallino e pilota gentleman negli anni ‘60, acquistò la vettura nel settembre del 1969 a Bologna. Conti non aveva chiesto a Enzo Ferrari una speciale versione della Daytona. Ne voleva una subito e basta. La Ferrari gli vendette questa, che era l’unica pronta: telaio 12653, motore B18, carrozzeria 32 realizzata da Scaglietti in alluminio.

Luciano Conti aveva il piede “pesante” e le auto le usava per davvero. Conti tenne la vettura per un solo anno, poi la Daytona fu venduta ad altri due italiani: Guido Maran e Carlo Ferruzzi. Nel 1971 questa Daytona scomparve, perché cancellata dal registro italiano.

Fu acquistata dall’importatore giapponese della Ferrari, venne poi comperata da Goro Guwa e da Tateo Ito, prima di venire rilevata da Makoto Takai, l’attuale proprietario da oltre 40 anni.

Nel tempo di questa Ferrari si erano smarrite le tracce e tra i collezionisti circolava la leggenda di una Daytona stradale con carrozzeria in alluminio ma irrimediabilmente persa. Presentando la vettura in asta, Sothebys ha enfatizzato che la vettura sia stata ritrovata solo recentemente in un deposito di campagna in Giappone, quasi per caso. Dove poi è stata periziata dall’esperto Marcel Massini.

Ma in realtà le cose sono diverse. La Ferrari era a conoscenza di questa vettura già dal 2014 e il merito di averla scoperta spetta al pilota tedesco Andre Lotterer, tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans con l’Audi e attuale pilota Porsche nel mondiale Endurance. Lotterer tre anni fa anni correva anche in Giappone nel campionato Superformula.

E racconta la storia incredibile di quest’auto. “Fu un mio meccanico giapponese a dirmi che nella campagna attorno al circuito dove stavamo correndo c’era una Ferrari Daytona, nascosta in un deposito. Io colleziono vetture classiche e mi sembrava impossibile: visto il posto, mi sarei aspettato di trovarci un trattore. Con mia sorpresa invece la Ferrari Daytona c’era davvero. Scattai delle foto poi cercai di risalire al proprietario. Ma le cose erano molto complicate, per la lingua e la burocrazia. Trattavo con un vecchio contadino che si esprimeva solo in giapponese”.

Lotterer comunque ha contattato Coletta, il responsabile di Ferrari Clienti e fondatore della sezione Classiche che si occupa dei restauri. Da lì è venuta la conferma - i numeri di telaio, motore e cambio combaciavano - che il primo proprietario fosse Luciano Conti, e che la carrozzeria fosse in alluminio.

Cosa davvero unica per il modello 365 GTB/4. “L’auto era in discrete condizioni - dice Lotterer - il motore aveva solo 36.000 km. La Ferrari aveva fatto un preventivo per il restauro a spanne, perché dalle foto era difficile determinare il costo dei lavori. Purtroppo alla fine ho dovuto rinunciare all’acquisto perché le difficoltà burocratiche sembravano insormontabili”.

E così ha perso l’affare della vita. Lotterer trattava l’acquisto della Daytona da una base di circa 400.000 dollari. Prezzo elevato visto che la Daytona più cara in precedenza, era stata venduta in asta a circa 700.000 dollari in perfette condizioni.