Milano - Roberto Gurian Con oltre 500.000 unità vendute solo in Italia dal 2002 al 2013, è facile capire quale ruolo reciti la C3 nel panorama dei veicoli prodotti dalla Citroën. La seconda generazione della vettura ha mantenuto inalterato il notevole successo del modello. È certamente anche per questo che l’inevitabile restyling di mezza vita appare decisamente leggero, soprattutto sotto il profilo estetico. Per quanto riguarda le novità, è infatti certamente più importante l’introduzione dei recenti tre cilindri VTi di 1 e 1,2 litri che sono andati a sostituire nella gamma i precedenti quattro cilindri 1.1 e 1.4. Le modifiche alla carrozzeria hanno riguardato innanzitutto il frontale che adotta una mascherina con la doppia losanga, il caratteristico “double chevron”, simile a quella degli ultimi modelli della Citroën. Meglio integrata, la mascherina va a lambire i fari che sono stati a loro volta riveduti e corretti. All’interno dei gruppi ottici sono ora inserite le luci a led diurne mentre una sottile linea nera, chiamata “black crystal” separa gli stessi led dai proiettori principali. La presa d’aria inferiore è stata allargata ed ha ora angoli più squadrati. Nella parte posteriore si possono notare delle specie di ciglia di colore bianco inserite alla sommità delle luci dietro. A bordo non ci sono molte novità, salvo la disponibilità di nuovi optional come la telecamera di retromarcia. Rimane ovviamente la possibilità di avere il tetto panoramico, che amplia sino a 108° l’angolo di visibilità di guidatore e passeggero anteriore. La buona abitabilità e il bagagliaio da almeno 300 litri di volume sono sempre tra i punti a favore della vettura. In vendita da metà maggio, la C3 parte da un prezzo di 12.400 euro per la 1.0 VTi, che diventano 9.850 euro con l’offerta di lancio prevista dalla Casa. Per prima abbiamo avuto modo di provare la VTi 1.2 che è in listino da una base di 14.650 euro. Il comportamento su strada è rimasto praticamente immutato, con la solita affidabilità di guida caratterizzata da una marcata tendenza ad allargare la traiettoria in curva al limite con l’anteriore. Il volante è sufficientemente preciso mentre sembra forse un po’ superato il cambio a sole cinque marce con una corsa tendenzialmente lunga della leva, pur con innesti precisi. Il motore di 1,2 litri da 82 cavalli ha nei consumi ridotti il suo asso nella manica. Non siamo ai 23,2 l/km e 99 g/km di CO2 del più piccolo tre cilindri di un litro, ma il potenziale è comunque molto elevato. La percorrenza media omologata è infatti di 21,2 km/l con corrispondenti 109 g/km di emissioni di CO2. Le prestazioni indicano in 174 km/h la velocità massima con un tempo di 14”2 in accelerazione da 0 a 100 km/h.