488 GTB Coupé: Salone di Ginevra, marzo 2015. 488 Spider: Salone di Francoforte, settembre 2015. Tanta solerzia nella presentazione della versione roadster è subito spiegata: nel mondo le Ferrari a tetto aperto si vendono complessivamente più delle coupé. Mentre la ragione della scelta di una capote elettrica anziché di quella in tela, più semplice da realizzare e sportiva nello spirito, è altrettanto evidente: al redditivo mercato Cinese, invece, piacciono di più le “chiuse”, quindi una spider che, dopotutto, somiglia a una coupé – ma che rispetto a quest’ultima ha un plusvalore molto interessante per chi la vende – ha più probabilità di fare breccia nei cuori dei ricchi del “regno di mezzo”. 235.700 euro, cioè oltre 28 mila più della GTB, è il plusvalore sul mercato italiano, ma per chi dovrà mettere mano al portafogli non rappresenterà probabilmente un freno, perché la Spider oltre ad essere più ricca di fascino diventa entusiasmante per una fascia di clientela ancora più vasta rispetto al passato. Il motore sovralimentato, introdotto proprio con la GTB, oltre ad avere una potenza devastante (670 cv) e praticamente sempre disponibile, che garantisce prestazioni inesauribili, ha anche una docilità straordinaria che si abbina meravigliosamente al concetto di spider, un’auto che deve essere godibile anche quando si va a spasso. La coppia massima di 760 Nm è disponibile già intorno ai 3 mila giri, quando sulla 458 aspirata lo era a 6 mila, e questo, su strada, in abbinamento alla sostanziale assenza di turbolag e al cambio a doppia frizione che sa essere delicato o violento secondo il tipo d’uso, rende la spider piacevolissima e rilassante quando si viaggia col gomito fuori dal finestrino. Ma se si affonda l’acceleratore, il guadagno di regime e velocità ha qualcosa di soprannaturale. Al punto che quei 1.000 giri in meno di regime massimo dichiarati (8 mila contro i 9 mila della 458) sembrano tanti perché ci si trova a limitatore sempre maledettamente troppo presto. Un altro aspetto altrettanto sorprendente riguarda l’assetto. C’è sempre la possibilità di disaccoppiare la taratura delle sospensioni rispetto alle regolazioni programmate del “manettino” sul volante, per cui quando si viaggia su superfici irregolari si possono mantenere le modalità più sportive (Race, CT-Off ed ESC Off in ordine crescente di permissività) e, nel contempo, rendere molle e ammortizzatori un po’ più soft, ma adesso si fatica a capire quanto estreme debbano essere le condizioni dell’asfalto per ricorrere a questa regolazione. Abbiamo provato la 488 Spider su strade collinari a cavallo delle province di Forlì e Rimini, per lunghi tratti su superfici dissestate al limite del buon senso, e l’assetto standard si è dimostrato stabilissimo, rigoroso nel mantenere le ruote a contatto con l’asfalto e, tutto sommato, anche benevolo nell’assorbimento, pur ad andature elevatissime. Senza contare che il dosaggio dell’uso di elettronica è scientifico e, se non si sceglie di disattivare del tutto la sua sorveglianza (modalità ESC Off), la sensazione è quella di poter fare davvero di tutto con la 488 senza che le centraline pongano freni inibitori. Si può affermare a buon diritto che, su strada, la Spider ha una dinamica equivalente a quella della GTB (del resto i soli 50 kg di incremento in termini di peso e il decremento nella rigidezza della struttura in alluminio sono assolutamente marginali) e la scelta della coupé ha un senso solo per questioni di cuore o se si è assidui della pista. E la questione “rumore” - fisiologicamente ovattato dalla presenza dei due turbocompressori sulle linee di scarico - è meno sentita rispetto a quanto avviene sulla GTB Coupé. Con la Spider è virtualmente obbligatorio viaggiare aperti appena il meteo lo permette e, nella peggiore delle ipotesi, diventa inevitabile abbassare il lunottino elettrico, quindi le barriere sonore sono limitate e permettono di godersi tutta la voce del V8, che ha una timbrica sempre da brivido, ma un volume leggermente meno altisonante rispetto al motore aspirato. Mentre quando si decide di adottare una condotta rilassata, magari per tanti km, qualche decibel in meno può far piacere. Dal punto di vista dell’utilizzo a largo raggio, la 488 Spider è anche piuttosto versatile, perché sotto il cofano anteriore che un vano bagagli degno di questo nome e anche dietro i sedili c’è un po’ di spazio: una possibilità che non tutte le scoperte possono offrire.      

Ferrari 488 Spider test su strada - foto 1

Ferrari 488 Spider test su strada - foto 2

Ferrari 488 Spider test su strada - foto 3