Palma di Maiorca

Sono passati quasi 9 mesi dallo scorso Salone di Ginevra, quando Skoda mostrò il primo concept della Kodiaq da cui poi sarebbe scaturito il modello di serie presentato a Parigi. Una specie di “parto” per il marchio ceco, vista l'importanza del prodotto in un momento storico come questo dove SUV è la parola d'ordine. Non è un mistero, infatti, che i gusti degli automobilisti siano irrimediabilmente mutati e che ormai in Italia oltre un'auto nuova su quattro è un SUV. Ogni marchio ha la sua ricetta e Skoda ha scelto ancora una volta la strada dell'originalità, come del resto è nelle sue corde.

Pescando qua e là nella “banca organi” del Gruppo Volkswagen, dal quartier generale di Mladà Boleslav nato un SUV atipico, nel senso che si inserisce perfettamente al centro tra due segmenti – il C e il D – con le dimensioni più vicine al secondo e i prezzi più consoni al primo. La Kodiaq 2.0 TDI 150 CV a due ruote motrici, infatti, si può acquistare a 29.950 euro, ma con il cambio automatico DSG già compreso nel prezzo. E con questo prezzo ci si porta a casa un'auto che in 4,7 metri condensa una capacità di carico da furgone di piccola taglia.

I 2.065 litri massimi sono un piccolo record, ma impressionano maggiormente i 720 litri in configurazione 5 posti. Come dire, si può andare tutti in vacanza senza lesinare sul bagaglio. Inoltre c'è il plus dei 7 posti. Un optional che costa tra gli 800 e i 970 euro a seconda degli allestimenti e che rubando solo 90 litri al bagagliaio rende disponibili altri due sedili in terza fila. E non sono posti esclusivamente “di fortuna”, visto che la seconda fila di sedili scorrevole (di serie) può generare un buon spazio per le gambe. Certo, magari una squadra di basket starebbe comunque stretta, ma in tutti gli altri casi non c'è problema.

Questo interno accogliente in termini di spazio trova corrispondenza anche nel comfort che non ha nulla da invidiare a quello delle cugine più blasonate con quattro anelli. A quel ramo della grande famiglia Volkswagen sono riservate le soluzioni più spettacolari, ma sebbene la Kodiaq non abbia la strumentazione TFT o il monitor che fuoriesce dalla plancia, non è seconda a nessuno. Il display centrale nel cruscotto davanti al guidatore si comanda benissimo dal volante e ha una grafica chiarissima, mentre il display touch centrale è semplicemente privo di qualsiasi difetto e dal funzionamento impeccabile. In questo caso specifico, insomma, la concorrenza è nettamente dietro.

Sulla guida, invece, non ci sono sorprese. La Kodiaq si comanda con tale facilità e fluidità che potrebbe condurla anche un bambino. Il suo incedere è sempre rilassante anche se forse lo sterzo è fin troppo leggero, considerata la mole dell'auto. I 2.0 TDI spingono sempre bene e anche il 150 CV non fa rimpiangere il più potente 190 CV, che comunque aggiunge un tocco di vivacità in più. Su strada la SUV Skoda scorre liscia, soprattutto se dotata delle sospensioni elettroniche DCC, mentre i sistemi di assistenza alla guida vegliano sulla sicurezza del conducente. Ottimo, infine, anche il comportamento del cambio DSG (con modalità sailing) che qui debutta nella versione a 7 marce con frizioni in umido e capacità di gestire fino a 500 Nm.