L’ultima release della superberlina ibrida plug-in propone novità sostanziose. Il V6 a benzina di 3 litri, innanzitutto, passa dalla sovralimentazione con compressore volumetrico a quella biturbo. La potenza del motore termico scende leggermente (da 333 a 330 CV), però si amplia l’arco di utilizzazione e, comunque, questo decremento viene ampiamente compensato dal motore elettrico, che passa dai precedenti 70 kW (95 CV) agli attuali 100 kW (136 CV), cosicché la potenza totale erogata dal sistema cresce da 416 a 462 CV. E stupisce anche il dato della coppia massima complessiva: 700 Nm disponibili costantemente tra 1.100 e 4.500 giri.

L’incremento della capacità di accumulo della batteria al litio da 9,4 a 14,1 kWh fa sì che l’autonomia nominale con la propulsione solo elettrica sia passata da 30 a 50 km e per un pieno di energia occorrono 5,8 ore con una presa normale da 10 Ampere o 3,6 ore con un allacciamento da 32 Ampere. Rispetto al passato ci sono anche la trazione integrale e il cambio PDK a doppia frizione, anche se i rapporti rimangono otto. Ed possibile avere a richiesta il sistema di sterzata integrale che accentua ulteriormente una maneggevolezza senza pari nella categoria delle ammiraglie.

Bisogna solo abituarsi alle misure sovrabbondanti (5,05 metri di lunghezza per la carrozzeria standard e 5,2 per la Executive a passo lungo, per 2,16 di larghezza) per ritrovarsi a guidare con lo stesso piglio che si adotterebbe su una sportiva. La compostezza dell’assetto e la precisione con la quale risponde alle correzioni sono esemplari per un’auto che pesa 2,2 tonnellate nella migliore delle ipotesi, lo sterzo è precisissimo e veloce, anche se non particolarmente prodigo di informazioni, e le prestazioni assolute dichiarate sono eccezionali: 278 km/h e 4,6 secondi sullo 0-100.

Le sospensioni sono piuttosto rigide per contenere le oscillazioni della scocca ma la loro capacità di assorbimento è adatta anche alle schiene esigenti. I passaggi dal motore elettrico e quello termico e viceversa sono estremamente fluidi e traditi solo da una variazione nella rumorosità, il cui livello è sempre contenuto.

L’erogazione eccezionalmente regolare conseguente alla strategia di funzionamento combinato dei due motori, però, rende la spinta meno adrenalinica di quanto ci si aspetterebbe in presenza dei valori di potenza e coppia dichiarati e la Panamera 4 E-Hybrid non mostra un’erogazione propriamente sportiva se non nei programmi di funzionamento più estremi. Il prezzo non è molto diverso da quello della passata edizione: 111 mila euro e 119 mila per la Executive a passo lungo

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