Porto -  Quasi in contemporanea con l’aggiornamento della Golf, anche la “cugina” Skoda riceve pari trattamento: curiosità che vale doppio, poiché entrambi i modelli possono essere considerati con buona ragione rappresentanti delle rispettive marche, oltre a condividere la piattaforma meccanica con pianale MQB e presentando aggiornamenti “di fino” quasi in fotocopia.

Com’è del resto logico aspettarsi da modelli di pari categoria appartenenti allo stesso gruppo industriale. Nel caso della berlina 5P/giardinetta ceca gli interventi estetici sono minimi e concentrati in gran parte nel frontale, con mascherina resa più larga ed espressiva con proiettori abbaglianti separati dagli anabbaglianti. Con i fascioni paracolpi ritoccati nel disegno cambiano di qualche mm gli ingombri in lunghezza, pur sempre attorno ai 4,67 metri per entrambe le versioni.

Sul fronte della “sostanza”, invece, l’Octavia viene aggiornata con elementi di peso, in special modo sui piani tecnico e tecnologico. Sotto il primo aspetto spicca l’allargamento piuttosto importante delle carreggiate, 20/30 mm secondo le versioni, che riduce ulteriormente i movimenti trasversali del corpo vettura; sono inoltre disponibili le sospensioni regolabili DCC – già viste su altri modelli del Gruppo VW – per meglio adattare la vettura a percorso e stato d’animo del guidatore.

Crescono in numero ed in qualità gli ausili elettronici attivi, con frenata d’emergenza Front Assist inclusiva del riconoscimento pedoni, rilevamento angolo cieco, rilevamento traffico sopraggiungente con monitoraggio traffico all’uscita del parcheggio, assistente al rimorchio. Disponibile inoltre il regolatore di velocità adattivo con avviso e correzione del mantenimento della corsia, che mostra su strada in effetti una precisione tra le più elevate dei sistemi attualmente offerti dalle Case. 

Al capitolo multimediale, vengono aggiornati gli impianti infotainment/navigazione con schermi capacitivi in vetro e diagonali fino a 9”2 (Columbus, top di gamma); previsto anche lo slot per sim dati in modo da disporre di mappe Google, traffico real-time ed altri servizi “live”. Connessione smartphone completissima (Android Auto, Apple CarPlay, MirrorLink) più funzione hot-spot Wi-Fi e spazio per la ricarica induttiva alla base della consolle centrale.

A bordo, l’arredo resta inalterato, quasi una fotocopia di quello della Golf nel disegno della plancia, nella disposizione dei vari comandi principali ma anche nella qualità di materiali e finiture, elevata. Ottimo lo spazio su entrambe le file di sedili, al pari della cubatura offerta dal vano di carico – ora arricchito della torcia estraibile, a completamento delle numerose soluzioni di praticità offerte tradizionalmente da Skoda – con volume che sulla Wagon offre 610/1740 litri di capacità.

Numerosi sin dal lancio (previsto in marzo, prezzi benzina da 20.100 euro per la 5P, da 21.470 euro per la diesel 5P; + 1050 euro per la Wagon) i motori in gamma; per il primo test “saggiamo” due unità tra le più diffuse, diesel 1.6 nelle varianti 90 e 115 cv (+ 5 cv) e benzina 1.4 Turbo G-Tec con alimentazione a metano da 110 cv.

I primi sono una garanzia: elastici e progressivi, brillanti anche con riprese da basso regime, ma ad andatura autostradale si nota con entrambi – dotati di cambio a sole cinque marce – una certa rombosità meccanica che toglie un po’ al confort.

Molto più insonorizzato il benzina a gas, convincente alternativa al classico diesel, altrettanto elastico (0-100 km/h in 10”9; 5,7 kg metano/100 km in media). La guida, motore a parte, è quella di sempre, ulteriormente affinata: precisa, compostissima tra le curve, morbida e rilassante al massimo in rettilineo.