Barcellona

La Seat, ramo d’azienda del colosso VW in costante crescita sotto la guida di Luca De Meo, visto che nel 2016 ha avuto buone notizie sul versante degli utili registrando dopo anni bui un bel segno "+", punta molte delle sue fiches sulla nuova, attesissima Ibiza. L’auto che fin dalla prima generazione, apparsa nel 1984, ha costituito una vera e propria task-force commerciale per Seat con 5,4 milioni di esemplari venduti. Lunga 4,06 metri (3 cm in più rispetto a prima) ma larga 1,78 (+9 cm), la Ibiza che sarà posta in vendita a luglio rappresenta un evidente passo in avanti per qualità costruttiva, design, soluzioni hi tech, motori e meccanica.

Tra l’altro, è la prima auto del gruppo VW a usare il pianale Volkswagen MQB-A0, specifico per motori trasversali di nuova generazione, realizzata con acciai più resistenti alla torsione, e che sarà alla base anche della prossima Polo, attesa per l’autunno. Mettendosi al volante della Ibiza si ha la conferma di tutti i miglioramenti apportati: il posto guida, abbassato, dà la sensazione di una vettura ben piantata a terra, i materiali e gli accoppiamenti plastici sono quelli di una piccola Golf, i fari anteriori e posteriori sono a Led, il navigatore e le altre informazioni sono visualizzati in un ampio schermo da 8” touch al centro della plancia che, avvicinando e allontanando la mano, fa comparire o scomparire le indicazioni di selezione ai lati dello schermo per facilitare l’uso dei comandi.

Il confort è aumentato: i centimetri a disposizione di braccia e ginocchia sono maggiori rispetto a prima, questo grazie a carreggiate allargate (6 cm in più davanti e 4,8 dietro) e all’interasse più lungo di 10 cm (2,564 metri). Ci sono, così, 3,5 cm in più per le ginocchia dei passeggeri, 2, 5 per la testa del guidatore mentre i sedili sono 4,2 cm più larghi. Mentre il baule ha acquistato il 20% di capacità in più pur non essendo da primato (355 litri). Abbiamo guidato la nuova Ibiza in due versioni: con la motorizzazione 1.5 TSI, ovvero il quattro cilindri turbo benzina a iniezione diretta da 150 cv, reattivo e sempre pronto, e la FR con lo sbarazzino tre cilindri 1.0 da 115 cv. In gamma ci saranno anche il benzina turbo da 95 cv e con il turbodiesel 1.6 da 80, 95 e 115 cv.

E se il TSI 1.5 assicura lo sprint giusto e doti di accelerazione da sportiva, considerato il peso della vettura e la sua agilità, ci ha colpito favorevolmente il piccolo tre cilindri anch'esso sovralimentato che, malgrado la cavalleria non da pista, ha la coppia (da 2000 giri spinge con brillantezza) e il tono giusti nei percorsi misti, basta soltanto non chiedergli sforzi eccessivi in quelli autostradali anche se doti di elasticità e di sprint nei sorpassi non mancano. Ok anche il confort acustico e il comportamento di avantreno e retrotreno che ben attutiscono le asperità della strada.

Lo sterzo è troppo leggerino, visto che si tratta della versione FR, la sportiveggiante della nuova Ibiza: l'avremmo preferito più diretto. E anche la conformazione dei sedili l'avremmo gradita più avvolgente. Sensazioni, le nostre. Per tutte le versioni si può avere soltanto il cambio manuale 6M, buono nell'utilizzo per quanto riguarda gli innesti; il doppia frizione DSG arriverà infatti a fine anno. I prezzi, infine: si parte da 13.800 euro per la Ibiza 1.0 75 cv nell’allestimento base Reference (gli altri sono i più ricchi Style, FR e XCellente).