Si chiama “Performante”, un termine che ha il sapore di accelerazione bruciante, scatto superiore, grande tenuta di strada. Si tratta della versione più potente ed estrema della Lamborghini Huracan. Stessa base, carrozzeria coupé due posti e motore V10 di 5,2 litri a iniezione diretta a prestazioni più estreme. Ma in origine, quando è stata concepita circa due anni fa, avrebbe dovuto chiamarsi “Superleggera”: lo stesso nome scelto anni prima per la versione sportiva della Gallardo. Quando però i progettisti si sono messi al lavoro per modificare la Lamborghini Huracan standard per tirarne fuori le prestazioni superiori facendo ampio ricorso a carbonio e componenti aerodinamici ad hoc, si sono accorti che il nome “superleggera” non avrebbe detto abbastanza.

Non avrebbe sottolineato nel modo giusto lo spaventoso incremento nelle prestazioni ottenuto grazie a un lavoro capillare degno di una reparto corse: incremento di potenza (30 cavalli in più), migliore stabilità di un telaio rivisto nel sistema di sospensioni; e soprattutto l’elevata deportanza garantita dai sistemi aerodinamici sviluppati su misura per questa coupé. Ecco perché il nome della nuova Huracan ipersportiva, da “superleggera” che doveva essere, è diventato “Performante”.

Il salto di prestazioni da una Huracan normale a questa Performante è davvero notevole. Ma non basta la strada per capirlo. Ci vuole un circuito vero, una pista con curvoni veloci dove portarla al limite e eseguire frenate violente e cambi di direzione rapidissimi. Soltanto così, mettendo alla frusta la Performante, ci si rende conto di quanta “birra” abbia in corpo rispetto a una normale Lambo Huracan. Per cui allacciatevi le cinture - ben strette - e seguiteci nel giro di Imola dove abbiamo messo alla frusta la nuova Lambo. Vi faremo vivere un paragone diretto fra la Performante nelle nostre mani e una Huracan standard davanti a noi guidata da un collaudatore della Lamborghini, che ci fa da riferimento diretto e visivo. 

Prima di tutto, una raccomandazione. La Performante adotta alcuni componenti opzionali che migliorano drasticamente la guida dell’auto. Stiamo parlando del LDS (Lambo Dynamic Steering), cioé lo sterzo a rapporto di sterzata variabile; e poi degli ammortizzatori magnetoreologici, cioé quelli con particelle magnetiche annegate nell’olio che rendono più progressiva e gestibile dalla centralina di bordo la funzione ammortizzante. In pratica permettono al sistema sospensivo di diventare semi-attivo, cioé indurirsi o ammorbidirsi in funzione della guida. E infine scegliete anche i sedili racing in carbonio (realizzati da Sparco) che contengono perfettamente i movimenti laterali e contrastano la forza g nelle curve più veloci. Per cui, se siete tra i pochi eletti che possono permettersi di spendere i 195mila euro che costa questa supercoupé, non lesinate sull’ulteriore spesa per sedili sportivi, sospensioni attive e sterzo racing. Avrete il meglio del meglio e una coupé bell’e pronta per divertivi in pista nei track days.

Accendiamo il motore e partiamo per un giro veloce sulla pista di Imola. La Performante ha il manettino delle mappatura in basso sul volante: un pulsante rosso a scatto che permette di settare l’elettonica in modalità “Strada”, (la più blanda), “Sport” e “Corsa”, la più estrema. La differenza si coglie oltre che nel rombo del V10, che diventa più rabbioso negli ultimi due set up, anche nella grafica del cruscotto che assume colore rosso o giallo e in “Corsa” disegna sul display un contagiri racing a scala graduata. Schiacciando a fondo il gas e azionando le marce del cambio a doppia frizione 7 marce, l’accelerazione della Performante si dimostra spaventosa: recuperiamo subito un sacco di metri alla Huracan standard davanti a noi che non è altrettanto rapida nello scatto da fermo. Le cifre lo confermano: la Performante scatta da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, ben mezzo secondo più rapida di una Huracan normale. E raggiunge i 200 km/h in meno di 9”.

La spiegazione di tale differenza è semplice: la Performante ha un motore che eroga 640 cavalli - 30 cv in più della normale - e genera più coppia motrice sull’intera curva di coppia: da mille a ottomila giri. Per cui è nettamente più brillante sia in accelerazione che ripresa. Inoltre il V10 della Performante è più rapido a salire di giri grazie al fatto che sono state adottate valvole in titanio, più leggere, che consentono di adottare un profolo di alzata più aggressivo. Una bella parte nel rendere più scattante la Performante la gioca anche il sofisticato lavoro di alleggerimento che ha interessato tutta la vettura. Spoiler anteriore, splitter, ala posteriore e cofano motore e tanti altri particolari non sono in lega leggera come sull’Huracan, ma sono in carbonio forgiato. 

La tecnologia del carbonio forgiato ve la spieghiamo per bene a parte perché si tratta di uno dei fiori all’occhiello della Lamborghini. In pratica, l’uso del carbonio sulla Performante ha permesso di ridurre drasticamente il peso totale: dai 1464 kg della Huracan standard ai 1382 del modello sportivo. Una settantina di kg in meno, di cui ben dieci risparmiati con il nuovo impianto di scarico.

In curva la Performante si dimostra nettamente più stabile della Huracan normale. Seguendo nelle curve del Tamburello, alla Tosa e alla Piratella la Lambo standard guidata dal collaudatore, ci accorgiamo di come sia in difficoltà in frenata e in percorrenza di curva. Nella staccata la sua Huracan oscilla di più perché non ha appendici aerodinamiche che tengono ben saldo a terra il retrotreno; a centro curva è visibilmente più lenta della nostra Performante perché senz’ala non ha la necessaria stabilità e deve percorrere a gas parzializzato la curva mentre noi, forti di un’ala posteriore di grande dimensione che garantisce il 750% in più di deportanza possiamo accelerare ben prima di lui. Quando la Huracan davanti a noi riesce finalmente in uscita di curva a spalancare completamente il gas, vediamo che la sua coda sbanda vistosamente a destra e sinistra, mentre la nostra Performante resta appiccicata a terra grazie al maggior grip garantito dall’ala e dalle gomme Pirelli P Zero Corsa di serie che sono più morbide e garantiscono maggior trazione.

Ma la vera differenza prestazionale nella Performante rispetto a una Huracan standard la fa l’ALA. Un’acronimo che sta per Aerodinamica Lamborghini Attiva. Immaginatelo come una specie di sistema DRS della F1, anzi meglio ancora come la prima interpretazione di quel sistema, il famoso F-Duct, introdotto dalla McLaren in F1 cinque anni fa.

Allo stesso modo del DRS o del F-Duct, il sistema ALA fa stallare l’alettone posteriore in velocità per ridurre la resistenza all’avanzamento della macchina. Una soluzione semplice e geniale. Funziona mediante due condotti nella parte posteriore del cofano motore controllati da due valvole a farfalla che aprono e chiudono il passaggio dell’aria in velocità verso il pilone dell’alettone. Quando la Performante è in rettifilo, e non necessita di appoggio aerodinamico, la farfalla spalanca il condotto: l’aria, risale all’interno del pilone dell’ala, passa nel profilo dell’ala stessa ed esce da alcune feritoie sotto l’alettone. In questo modo il flusso d’aria “rompe” la vena fluida dell’aria che si genera sotto l’alettone facendo stallare l’alettone: cioé togliendo all’ala la funzione deportante.

Ci rendiamo conto bene di come lavori l’ALA quando nel rettifilo che dalla curva della Rivazza porta alla staccata del Tamburello prendiamo la scia della Huracan davanti a noi. La Performante, grazie all’alettone che stalla, guadagna km/h sulla sorella con una rapidità impressionante. Ai 400 metri dalla staccata riusciamo a leggere 276 km/h sul tachimetro prima di concentrarci sul punto di frenata per non rischiare un tamponamento disastroso con l’auto che ci precede. E in questo caso i numeri non dicono tutto. La Performante dichiara una velocità massima di 325 km/h, appena 5 km/h più della Huracan standard, ma il sistema ALA permette di arrivare molto più in fretta al picco velocistico.

Dove l’ALA fa ancora di più la differenza, è in curva. E il segreto è nel modo in cui il sistema è concepito. L’alettone è diviso in due all’interno da una paratia, dove ci sono i condotti che lo fanno stallare. Vale a dire che può stallarne soltanto metà se ben comandato dall’elettronica di bordo. È quel che succede in curva. Quando la centralina realizza che il pilota sta girando lo sterzo a sinistra, stalla solo la parte destra dell’alettone. In pratica la metà di sinistra rimane deportante aiutando la Performante a girare nel senso della curva. È lo stesso effetto che si genera sciando quando si “gratta” di più con lo sci interno alla curva per cambiare direzione più rapidamente.

Alla fine del giro a Imola la Lamborghini Performante risulta nettamente più rapida della sua sorella standard. Ma quel che più conta, è la facilità di guida. Grazie alla maggior deportanza del sistema ALA, all’assetto più rigido ma bilanciato degli ammortizzatori semi-attivi e all’alleggerimento dei pesi, risulta infinitamente più facile da portare a un limite elevato rispetto a una Huracan normale. Guidando in souplesse è facilissimo andare forte, ma davvero forte. Se siete milionari e appassionati di track days, è la supercoupé da avere a tutti i costi. Beato chi può permettersela. Noi altri possiamo soltanto sognarla.

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