Tempo di cambiare per la Honda Civic Type R che, dopo solo due anni dal debutto dell’ultima versione, lancia sul mercato un modello inedito. Nuovo il pianale, nuovo il sistema di sospensioni anteriore e posteriore. Mentre sotto il cofano si conferma l’unita di due litri sovralimentata V TEC. I cavalli salgano a 320 e la coppia si fissa a quota 400 Nm. Numeri sufficienti a garantire, almeno sulla carta, un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e una velocità massima di 272 km/h. Non fosse sufficiente ad ingolosire le voglie dei più appassionati, la nuova Type R ha completato un giro del circuito del Nürburgring Nordschleife in 7’43”8. Il merito non è solo delle prestazioni fornite dal propulsore turbo benzina, ma di un telaio notevolmente elaborato. Che sull’asse anteriore si affida ad un MacPherson profondamente modificato, che presenta uno schema simile a quello che rese celebre la penultima versione della Ford Focus RS, dotata della sola trazione anteriore. Grazie a un differente ancoraggio degli snodi dei braccetti, digerisce meglio la coppia che “transita” sull’asse. Gli ammortizzatori sono poi a controllo elettronico. 

Chiusa la parentesi tecnica, i cavalli del turbo benzina di Civic Type R sono pronti all’uso per una prima presa di contatto sul tracciato del Lausitzring. Prima, seconda, terza, quarta, quinta. Si sale di giri senza buchi e senza strappi. La spinta del turbo segue tutto l’arco di giri disponibile, ma il tiro prende forma dalla passata esperienza “aspirata”. Perché a quota 6500 giri/min, la forza dell’unità Honda non tende a svanire in modo improvviso. Nota negativa le note. Con in coda tre terminali di scarico, l’attesa verso il sound di Civic Type R era tanta. Certificato come rumore sportivo, potrebbe non esaltare tutti i puristi del caso.

Il cambio manuale a sei rapporti, per quanto ci sia chi ritenga questa soluzione anacronistica, presenta invece tutte quelle specificità utili nella guida sportiva. Spazi corti e innesti secchi, ma senza rinunciare ad un minimo di comfort quando la guida da aggressiva diventa rilassata. La funzione “punta tacco” automatica è utile nelle fasi di decelerazione più importanti, rendendo il moto delle ruote anteriori il più lineare possibile. Ma se siete abili nello stesso tipo di manovra, l’elettronica lo riconosce e disattiva il sistema.

Bene la trazione, sebbene 320 cavalli sul solo asse anteriore rimangano comunque troppi. Il sistema formato da un autobloccante meccanico e dall’AHA (Agile Handling Assist), si è dimostrato efficiente ed efficace in condizioni di asfalto asciutto. L’AHA agisce attraverso il dispositivo VSA (Vehicle Stability Assist) applicando una leggera forza frenante alle ruote interne laddove il volante sia ruotato. Sarebbe curioso sapere quanto possano reggere i freni con questo di sistema dopo un’intensa sessione in pista. A proposito di impianto frenante, la Honda Civic Type R può contare sulla competenza Brembo. Rispetto all’edizione precedente, il retrotreno è più composto, nonostante non perda il vizio di alleggerirsi poco più del dovuto.

Lo sterzo, dalla modalità Sport a quella +R si fa via via più duro. Per quanto la questione possa risultare artificiosa sulle prime, la direzionalità dell’avantreno non viene mai meno, risultando rapido e sicuro negli inserimenti di curva. Il sottosterzo compare quando si affrontano curvoni veloci in appoggio. Ma è pur vero che si tratta di una trazione anteriore e che tutto ha un limite. In fase di rilascio però non tende a scomporsi, offrendo a chi siede al volante la massima fiducia.

La nuova Honda Civic Type R arriverà sul mercato a partire dal mese di ottobre, offerta allo stesso prezzo della versione precedente: 38.700 euro. La dotazione è full optional e comprende, tra gli altri, i cerchi in lega da 20 pollici, il navigatore satellitare e l’impianto audio High Power con 11 altoparlanti. 

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