Se vi chiedono qual è la berlina di lusso per antonomasia, la risposta è una sola: la Mercedes Classe S. È la più conosciuta e venduta nel mondo. Simbolo di opulenza, di ricchezza e di prestigio. In Italia è piuttosto rara - se ne vendono tre/quattrocento all’anno - ma nel mondo di Classe S ne sono state commercializzate più di 300mila negli ultimi quattro anni, cioé da quando è stata lanciata l’ultima versione di questa storica berlina che risale agli Anni ‘70.

La Mercedes Classe S è leader della categoria delle limousine di lusso, con numeri di vendita molto superiori a quelli delle concorrenti come la BMW serie 7 o la recentissima Audi A8. E proprio per ribadire la leadership della categoria, la Mercedes - per contrastare il debutto della A8 - ha deciso di rinnovare la Classe S. Si tratta del restyling di metà vita di questo modello (lanciato nel 2013) che non cambia molto a livello estetico ma aggiunge nuovi motori diesel e benzina più efficienti, adotta ulteriori raffinatezze all’interno e soprattutto dispone di molta tecnologia nel campo della guida assistita. 

L’aspetto più originale di questa limousine è proprio il sistema IntelliDrive, che segna un passo ulteriore nel campo della guida assistita. Mercedes era già all’avanguardia dell’assistenza alla guida con la Classe E, che non soltanto sa già curvare da sola seguendo le corsie dell’autostrada ma è anche in grado di compiere da sola i sorpassi in autostrada. Basta toccare la leva delle frecce e l’auto si sposta da sola dalla corsia di marcia, effettua il sorpasso e poi sempre con l’input della freccia torna nella sua corsia. La Classe S fa ancora di più. Alla sua ammiraglia di lusso Mercedes ha aggiunto un elemento ulteriore: sa riconoscere la presenza di curve e incroci sulla strada e perciò riesce ad adeguare da sola la propria velocità per affrontare questo genere di ostacoli. Ad esempio, se la Classe S “legge” che è in arrivo una curva, modifica la velocità in funzione del raggio di curvatura della strada; e se invece c’è un incrocio davanti a sé riesce a rallentare fino a 20 km/h. A quel punto sta poi al pilota prendere in mano il volante e... la situazione ed eventualmente arrestare il veicolo in caso di traffico all’incrocio.

Queste due ulteriori tecnologie di guida assistita non funzionano però tramite sensori e telecamere, come il resto della guida assistita, ma grazie a un continuo scambio di dati fra il “cervello” dell’auto e la cartografia delle mappe del navigatore (fornite dalla Here). Nel senso che la precisione delle strade disegnate sulla mappa è essenziale per la buona gestione della velocità in curva e agli incroci. Descritta a parole, questa tecnologia può incuriosire: ma se vi capita di guidare davvero per strada la Classe S come abbiamo fatto noi, non si può che restare davvero stupiti dall’elevatissimo livello di automazione di quest’auto. Non soltanto tiene la velocità in autostrada, non soltanto sa curvare a sola, ma ora riesce anche a rallentare o accelerare da sola prima e dopo le curve. È stato fatto un ulteriore passo verso l’automatismo completo. Ma va tenuto presente però che per evitare comportamenti imprudenti Mercedes ha deciso di ridurre a soli 15 secondi il tempo durante il quale si possono togliere le mani dal volante: dopo quella manciata di secondi il sistema, con una serie di avvisi luminosi e sonori, si disinserisce se non si rimettono le mani sulla corona anche leggermente. I costruttori di auto vogliono impedire che i sistemi di guida assistita portino la gente a far marciare l’automobile senza mani. Proprio perché di assistenza alla guida si tratta e non di totale autonomia.

Per ora questa questa tecnologia ha solo due punti deboli: primo, la Classe S sa curvare e sorpassare in autostrada ma non sulle strade extraurbane, nel senso che ha bisogno di curve ad ampio raggio per riuscire a girare lo sterzo. Inoltre per effettuare il sorpasso da sola ha necessità di due corsie parallele, non di una sola come avviene su strade statali. Perché in quel caso non è in grado di invadere la corsia opposta e tornare a destra a fine sorpasso tenendo conto delle auto che arrivano contromano perché non “legge” il traffico davanti ma soltanto dietro. Inoltre, siccome il sistema riconosce anche la velocità scritta sui cartelli stradali, in Italia, dove sulle strade extraurbane c’è una successione di paesi e paesini principali e i 50 km/h sono quasi uniformi, l’intervento del sistema è eccessivamente invasivo per risultare confortevole.

La tecnologia assistita fa passare in secondo piano le altre peculiarità della Classe S che invece sono notevoli. Una di queste è il sistema di sospensioni ad aria che riesce a “piegare” l’auto in curva come una moto di alcuni gradi (2,65 per esattezza) per stabilizzarla e compensare la forza centrifuga a vantaggio del comfort. Come il vecchio treno “Pendolino”.  L’altra novità è che i modelli a benzina funzionano con rete elettrica interna a 48 volts invece dei consueti 12 volt. Questo permette di azionare elettricamente molti componenti di servizio (pompa dell’acqua, turbina, pompa del condizionatore, eccetera) invece che con la classica cinghia che “ruba” energia al motore. In questo modo sono cavalli e attriti risparmiati che vanno a vantaggio dell’efficienza generale. Ma anche del confort, perché il nuovo sistema di corrente a 48 volt per esempio fa girare il motore al minimo ad appena 520 giri/minuto. A quel regime la macchina sembra quasi spenta con grande diminuzione delle vibrazioni e aumento del comfort generale.

Tra le altre novità della Classe S ci sono anche i tre nuovi motori 6 cilindri benzina e diesel in linea e l’introduzione del V8 da 4 litri sulla versione AMG 63 al posto del vecchio 5,5 litri aspirato. Il 6 cilindri benzina è capace di potenze che vanno da 367 cv (S450) e 435 cavalli (S500), mentre il diesel S350 eroga 286 cavalli e il diesel S400 ne sviluppa 340. Torna poi sulla S la mitica sigla degli anni ‘90 S560, con una versione più potente spinta dal V8 benzina biturbo (uno dei quali elettrico) che eroga 469 cavalli. In cima alla lista c’è la S63 AMG V8 che è soltanto a passo lungo e soltanto a trazione Matic integrale, che arriva alla strabiliante potenza di 612 cavalli. Eccellente l’efficienza raggiunta da questi nuovi motori Mercedes: nel caso del diesel la potenza è salita del 10% rispetto ai vecchi propulsori mentre i consumi sono calati del 7% attestandosi a 16,6 km/litro dichiarati. Merito di un lavoro di affinamento che ha ridotto gli attriti interni. Nel motore 8 cilindri a benzina invece è il sistema che disattiva i cilindri è il responsabile del calo di consumi.

Esteriormente la nuova Classe S non si differenzia troppo dalla versione precedente: le misure rimangono le stesse, 5,12 metri per quella normale e 5,25 metri per la versione a passo lungo (ce ha un interasse di 13 cm superiore). A colpo d’occhio si distingue per la nuova mascherina del radiatore e soprattutto si riconosce dai fari a led con tre “fiaccole”, che quando sono accesi formano un trittico di luci molto particolare, oltre ad avere la funzione “multibeam”, cioé regolabile in funzione delle luci ambientali e del traffico.

All’interno della Classe S  l’innovazione principale, a parte i nuovi materiali e il disegno dei rivestimenti di sedili e plancia, è il gigantesco “schermo” che parte dal cruscotto davanti al guidatore e abbraccia metà plancia in lunghezza. È analogo a quello della Classe E ed è formato da due display alta definizione widescreen da 12,3 pollici ciascuno uniti fra loro. Praticamente l’equivalente di un televisore da salotto di qualche anno fa... Nel superschermo si può cambiare la grafica di visualizzazione delle informazioni tramite un tasto a sfioramento sulle razze del volante in tre diverse grafiche che prevedono un look “classic” con la visualizzazione dei classici strumenti, contakm e contagiri, oppure piazzando ai lati del singolo tachimetro centrale varie schermate su cui si può impostare ogni tipo di informazione: consumi, mappe del navigatore, assistenza di guida e così via. E tutte e funzioni ora si possono comandare sia ia touch dal satellite di bordo posto sulla consolle centrale, sia a voce, grazie alla tecnologia Voicetronic.

Il lusso comunque si paga perché la nuova Classe S, che sarà in vendita dal mese di agosto avrà prezzi tutti superiori ai 100 mila euro, a parte la versione S350 diesel che in allestimento Premium costerà 94.200 euro. La S450 Matic (versione 4x4) a benzina costerà 105.240 euro mentre le versioni a passo lungo costeranno qualche migliaio di euro in più, fino ai 132.840 della S560 Matic Premium Plus. Poi in listino c’è anche la versione superlusso marchiata Maybach (S600) con la quale si sfondano i 200mila euro. Mentre la S63 AMG, la più ambiziosamente sportiva, costa 174.590 euro.

MERCEDES-BENZ, LA GAMMA COMPLETA E IL LISTINO