Amburgo. Quando un’auto viene venduta in oltre 14 milioni di esemplari nel giro di circa 40 anni, assume un’importanza fondamentale per qualunque costruttore al mondo. In casa Volkswagen solo la Golf può essere considerata una vettura storicamente più rilevante della Polo.

In consegna a partire da ottobre, la nuova Polo gira la boa della sesta generazione con l’introduzione della piattaforma MQB nella versione destinata ai modelli compatti del gruppo Volkswagen-Audi.

L’aspetto moderno e per certi versi anche grintoso è favorito anche da proporzioni leggermente riviste. Anzitutto, il passo è aumentato di 94 mm e la lunghezza accresciuta di 81 mm, ma lo sbalzo anteriore è stato invece ridotto. In larghezza sono stati guadagnati 60 mm mentre l’altezza è stata ridotta di 7 mm. Oltre a uno stile più dinamico, la nuova generazione offre anche più spazio sopra la testa e per le gambe dei passeggeri posteriori mentre, nel contempo, il volume del bagagliaio è stato ampliato di 71 litri sino a 351 complessivi con i sedili posteriori in posizione.

Sulle versioni più riccamente equipaggiate debutta la strumentazione digitale con display da 10”2 chiamata Active Info Display che ora permette, volendo, di visualizzare la mappa del navigatore a schermo intero. Lo schermo al centro della consolle è disponibile in dimensione da 6”5 oppure 8” ed è allineato al riquadro degli strumenti.

Sono ormai immancabili, anche se con un inevitabile sovrapprezzo, le più recenti dotazioni di sicurezza attiva e passiva. Il sistema di frenata attiva automatica riconosce ora anche i pedoni e ad esso si possono affiancare cruise control adattivo, sistema di parcheggio automatico, telecamera in retromarcia, blind spot, rilevatore di stanchezza e monitor del traffico posteriore. Gli smartphone possono essere ricaricati anche a induzione e per essi è stata studiata un’applicazione di collegamento all’auto con molte utili funzioni, dalla localizzazione della vettura alla supervisione e al controllo di molti parametri.

La nuova Polo sbarca in Italia con tre motori a benzina da 999 cm3. Tutti con la medesima architettura a 3 cilindri hanno potenze rispettive di 65, 75 e 95 cavalli, in quest’ultimo caso anche grazie alla sovralimentazione della variante TSI.

In arrivo verso fine anno è previsto anche l’interessante TGI da 90 cavalli con l’alimentazione a metano. I turbodiesel TDI di 1,6 litri da 80 e 95 cavalli sono attesi per inizio 2018 così come il 3 cilindri 1.0 TSI da 115 cavalli.

Più avanti è in programma la presentazione della GTI, spinta da un 4 cilindri di 2 litri da 200 cavalli e destinata a stupire, secondo le dichiarazioni dei responsabili del progetto. I prezzi partono da 13.600 euro per la 1.0 BMT da 65 cavalli con l’allestimento Trendline.

Per prima abbiamo provato la 1.0 TSI da 95 cavalli, che si fa apprezzare per la discreta abitabilità posteriore. La plancia orizzontale è funzionale e ben disegnata, con inserti di colore in contrasto che arricchiscono interni un po’ impoveriti, invero, dalla scelta di alcune plastiche piuttosto rigide nei pannelli delle porte e attorno al tunnel centrale.

Su strade ingolfate dal traffico abbiamo comunque potuto apprezzare l’ottimo equilibrio del telaio e le riposte precise dello sterzo. Il motore spinge più convinto nella fascia centrale di regime, permettendo in ogni caso di accelerare da 0 ai 100 orari in 10”8 mentre la velocità di punta è di 187 km/h. Bene anche il cambio manuale, con innesti precisi e piacevolmente rapidi. Le marce però sono solo cinque e decisamente lunghe, con una terza da 140 all’ora in autostrada. In cambio è promettente il contenimento dei consumi, con una media dichiarata superiore ai 22 km/litro.