Si chiama Stinger, come il missile terra-aria ben conosciuto dagli eserciti di tutto il mondo. Un nome che è tutto un programma (in fatto di prestazioni, ovviamente). È la nuova Granturismo Kia, una berlinona 4 porte ma con un design molto sportivo e un profilo da coupé.

E' spinta da un 2 litri turbodiesel da 200 cavalli o addirittura da un 3,3 litri biturbo benzina capace di ben 370 cavalli, che possono proiettarla fino a 270 km orari. E la fanno accelerare da zero a cento in 5 secondi.

È l'auto più potente mai costruita dalla Kia. Ma perché un'azienda automobilistica finora conosciuta soprattutto per le utilitarie (Picanto) o per gli Sport Utility (Sportage, Sorento) ha deciso di dar vita a un'automobile così atipica per lei, una granturismo che ha come riferimento per dimensioni, design e prestazioni le Audi S5 o le BMW serie 3 GT più potenti? La risposta è che Kia vuole crescere, superare i pregiudizi attorno al proprio nome, darsi una nuova immagine e dimostrare che anche lei (che appartiene al gruppo Hyundai) possiede la tecnologia e le capacità per costruire le automobili che piacciono a un pubblico più specializzato. Inoltre Kia, dopo aver fatto un'analisi di mercato molto approfondita, ritiene che esista uno spazio in Usa e in Europa per automobilisti che cercano un'automobile granturismo capace di divorare km su strada e autostrada offrendo sia doti di guida sportive che comfort di marcia a un prezzo però molto più contenuto della concorrenza. Oramai quasi esclusiva dei marchi premium tedeschi che auto di questo genere le fanno pagare care.

Con questi presupposti è nata la Stinger, una berlina di 4,83 metri dalla linea sportiva simil-coupé ma quattro comode porte e un pratico portellone posteriore che le conferisce una versatilità di carico d'altri tempi.

Nel corso di un breve test di guida su strade collinari in Germania con curve veloci e medio-lente, allunghi e tornanti, ci siamo resi conto che l'auto sviluppata e messa a punto dagli ingegneri Kia (tra cui un italiano, D'Arienzo che era stato il papà della 500 Abarth) è veramente valida. Anche perché è stato perfezionata con oltre 10mila km di test sul circuito del vecchio Nurburgring. Non per fare sgommate a ruote fumanti o hot lap, ma per conferire alla Stinger quella guidabilità e stabilità nelle curve medie-veloci e quel senso di sicurezza che una vera Granturismo deve offrire.

Granturismo è un termine italiano che è diventato una definizione standard nel mondo automobilistico. Fu coniato tanti anni fa e reso celebre nel 1957 dall'americano John Stanford in una pubblicazione, “The sport Car, development and design” che è considerata una specie di bibbia delle linee-guida di come dev'essere fatta un'automobile sportiva. La tipica auto GranTurismo non è un'auto da corsa, ma una vettura dotata di elevata performance e un certo lusso costruita per affrontare lunghe percorrenze ad elevata velocità garantendo comfort, facilità e piacere di guida a chi stringe il volante. Quindi deve esserci ottimale integrazione fra doti che non si trovano sempre assieme sulle automobili: in questo caso la perfetta granturismo deve garantire una confortevole posizione di guida, una seduta a bordo che non stanchi, eccellente visibilità, grande tenuta di strada e stabilità di marcia, maneggevolezza, buona accelerazione e ottima frenata.

La Kia Stinger offre veramente tutto questo. Volante e posizione di guida sono eccellenti; c'è anche l'head up display che riproduce sul parabrezza i valori di velocità e i pittogrammi del navigatore così non costringe nemmeno a abbassare lo sguardo verso il cruscotto o il display centrale da 8” per leggere la strada da percorrere. Il cambio automatico a 8 rapporti, costruito internamente da Kia, è molto fluido e si dimostra rapido nella selezione dei rapporti in modalità manuale. Però non esiste la possibilità di impostare questa funzione tramite la leva sul tunnel (come accade invece sui Dsg Volkswagen per esempio) ma le marce manuali vanno selezionate solo attraverso le palette del volante.

La Stinger ha un interasse lungo (2905 mm) e la stabilità sui lunghi curvoni autostradali è notevole. Anche grazie alla rigidità del telaio basato su un pianale interamente nuovo costruito dalla Casa appositamente per quest'auto e che verrà impiegato anche per modelli del marchio coreano Genesis (sempre del gruppo Hyundai-Kia). Però la Stinger si dimostra anche agile nel misto e nelle curve più strette nonostante un peso abbastanza elevato (18 quintali) perché l'auto ha comunque un baricentro molto basso: pensate che il guidatore è seduto appena a 180 mm dal fondo vettura. Molto potente la frenata, perché Kia in omaggio alla sportività ha scelto un potente impianto Brembo con dischi in acciaio da 370 m di diametro e pinze a quattro pistoncini.

E' offerta di serie con trazione integrale, ma ne esiste una versione 2WD che però non verrà importata sul mercato italiano. La trazione integrale garantisce ottima motricità e tenuta di strada, coadiuvata da un sistema di sospensioni a controllo elettronico attivo con ammortizzatori a gas. Certe versioni posseggono anche un raffinato sistema di torque vectoring che aiuta nell'inserimento in curva.

Nel corso del nostro test abbiamo guidato soltanto la versione con motore turbo benzina da 3,3 litri e 370 cavalli. Che ovviamente sarà la meno richiesta in Italia; le preferenze andranno certamente al turbodiesel da 200 cavalli che ha comunque sulla carta ottime prestazioni: 7,7 secondi sullo scatto 0-100 km/h e 225 kmh di velocità massima. Duecento cavalli non sono una potenza stratosferica visto che i moderni un turbodiesel superano ampiamente la soglia dei 120 cv/litro, ma il fatto che siano erogati da un 2,2 litri e non da un semplice due litri significa che questo propulsore 4 cilindri è molto più fluido ai bassi regimi ed ha una curva di coppia più ampia dei turbodiesel più spremuti ma molto “impiccati” nell'erogazione.

Il V6 cilindri 3,3 litri bi-turbo benzina invece impressiona per la pienezza di erogazione a tutti i regimi, ed ha una coppia massima di 510 Nm costanti da 1300 a 4500 giri, piatta e piena come quella di un turbodiesel. Cosa inconsueta su un propulsore a benzina. La gestione elettronica del motore prevede 5 mappature: da Eco a Comfort, Sport, Sport Plus (che disinserisce parzialmente i controlli di stabilità) e Smart (che seleziona invece automaticamente la modalità più adatta all'impiego tenendo conto di come il guidatore sta usando l'auto). Se dobbiamo identificare qualcosa non all'altezza, solleviamo qualche eccezione sugli interni: il design del gruppo plancia-strumentazione è troppo banale, vicino al resto della produzione Kia e non sono sottolinea abbastanza l'originalità di questo modello Granturismo. Gli interni neri appaiono troppo sobri, non personalizzati a sufficienza: per esempio, per tutte le finiture in pelle (volante, cruscotto) si potevano impiegare cuciture magari color rosso sportivo invece che nere come è stato fatto per dare un tocco cromatico extra.

In definitiva la Stinger si rivela una piacevole scoperta: una vera Granturismo che soddisfa il guidatore alla ricerca di prestazioni, comfort, guidabilità sportiva ma anche spazio a bordo e versatilità d'uso, visto che con il portellone ci sono anche gli schienali ripiegabili per aumentare lo spazio di carico stile wagon.

Il problema è che l'alternativa di auto con simili caratteristiche ha i nomi importanti di Audi (S5), BMW (Serie 3 GT) e Jaguar (XF). Tutte rivali dal blasone (e dal prezzo) ben più importante. Il prezzo italiano della Kia Stinger non è ancora stato definito, ma probabilmente costerà almeno il 25/30% meno delle tedesche. A quel punto starà all'appassionato se privilegiare la possibilità di disporre di un simile feeling di guida avendo però il vantaggio di un risparmio di prezzo sensibile o pagare il plusvalore di un marchio premium che però dà valore nel tempo.