PALERMO. La Skoda Karoq è un’auto furba. Anzi, un SUV furbo. Non minimalista, lunga 4,38 metri, ma certamente non ingombrante. Capiente e dotata di un ottimo rapporto qualità-prezzo. Dove la prima, elevata, non penalizza il secondo.

E’ una segmento C, una compatta, ma con una capacità di bagagliaio da grande, da 521 a 1.630 litri, e una buona abitabilità anche per cinque persone. La soluzione Varioflex poi amplia il range del carico, da 479 e 1.810 litri. Senza rivali in questa dote, tra le concorrenti dirette, che sono Nissan Qashqai, Kia Sportage e Hyundai Tucson, tanto per fare degli esempi di crossover di successo.

La Karoq esibisce qualità da vettura completa, con una dotazione molto interessante sin dall’allestimento di partenza. Dispone a richiesta del cambio a doppia frizione, già col 1.0 turo benzina e col 1.6 diesel entrambe da 115 cavalli, altra rarità per la categoria. E per chi ama l’hi-tech, a richiesta il Digital Cockpit, la strumentazione digitale di sicuro effetto e ottima efficienza.

Classica nei motori, tutti turbo benzina e diesel, che garantiscono la stessa efficienza degli ibridi. Per i primi ci sono il 1.0 tre cilindri turbo da 115 cavalli con cambio manuale a sei marce o doppia frizione a sette rapporti e il sofisticato 1.5 quattro cilindri da 150 cv, solo con DSG a 7. I propulsori a gasolio saranno il cavallo di battaglia. Soprattutto con il 1.6 TDI da 115 cv (sempre con manuale o DSG) e con il top di gamma. Ovvero il 2.0 TDI da 150 cavalli con trazione integrale.

Tre gli allestimenti, sulla Karoq viene saltato il primo, l’Active, abituale per la gamma Skoda. Si parte dall’Ambition, già piuttosto ricco. Che comprende il climatizzatore bizona, il Front Assist con riconoscimento pedoni, sensore pioggia, volante multifunzione, i sensori parcheggio posteriori, cerchi in lega da 17”, touch screen da 8” con Apple Car Play, Andorid Auto e Mirror Link e il pratico vano portaombrello. Poi, salendo ci sono Executive e Style, ma la base di partenza è molto buona.

Il pacchetto è concretamente di qualità, nella forma e nella sostanza. Una volta a bordo della Karoq la confidenza è istantanea. Adatta a ogni taglia, corretta la posizione di guida, più votata a un’indole turistica che sportiva. Ma non è un’auto “seduta”. Tutt’altro, si tratta di un crossover dalla vocazione prettamente stradale, con una sincera trazione anteriore. Le doti stradali della piattaforma MQB sono note. Chi volesse osare di più col duemila diesel a trazione integrale avrà un margine ulteriore di efficienza, anche nel fuoristrada. Non estremo ovviamente.

Ma i due motori più interessanti e polivalenti, sono senza dubbio il 1.0 TSI tre cilindri da 115 cavalli e il 1.6 TDI della stessa potenza. Cambia la coppia, 250 Nm per il diesel, 200 per il benzina, ma l’elasticità e buona per entrambe. Ovviamente la versione a gasolio garantisce percorrenza superiori (17/18 km/litro contro 13/14) ma ci sono oltre 2.000 euro di differenza di listino e costi per la superiore cilindrata. Il rendimento non è distante, il tre cilindri ovviamente è più adatto a chi percorre meno chilometri, il classico 1.6 diesel per gli stradisti.

Confortevoli, silenziose in marcia, tutte le versioni della Karoq mostrano sicurezza in strada. Sterzo turistico, ma non impreciso. Come detto a bordo c’è spazio per tutti in un contesto di buona qualità generale dei materiali. Skoda non nasconde di nutrire grandi ambizioni per la sua ultima nata, che non difetta certo di talenti. Rispondendo in modo consistente alla richiesta, se sia sempre motivata o meno è un altro discorso, sempre più pressante di SUV.

I prezzi partono da 23.850 euro per il 1.0 TSI Ambition fino ai 34.350 del 2.0 TDI 4X4 DSG Style. La versione di punta nelle vendite sarà senza dubbio il 1.6 TDI, a listino da 26.100 euro. I primi esemplari arrivano nelle concessionarie a inizio 2018.