Imprimetevi bene il nome perché non viene così facile da ricordalo: Arona. È il nuovo mini-SUV della Seat. Praticamente una Ibiza con l’aspetto di un piccolo Sport Utility e la meccanica dell’utilitaria sotto il cofano. È il più recente dei mini-SUV lanciati sul mercato e non sarà nemmeno l’ultimo perché la categoria è in grosso fermento e nei prossimi mesi ne arriveranno altri. Ormai è assodato: il 2018 sarà il loro anno

Ma cosa sono esattamente i mini-SUV? Sono utilitarie che derivano strettamente da una classica auto del segmento B (quelle lunghe 4 metri), ne conservano la meccanica e quindi anche i motori di piccola cilindrata che garantiscono consumi estremamente contenuti. Di diverso hanno dimensioni leggermente superiori - una decina di cm in più in lungo e in alto - forma più scatolata, un design più intrigante e moderno e soprattutto maggiore abitabilità interna grazie al lieve aumento di dimensioni. Stanno avendo un successo sempre crescente - erano 180mila in Europa nel 2010, sono diventati 1,3 milioni nel 2016 - perché è il genere di veicolo che funge da perfetto compromesso tra l’utilizzo quotidiano in città e quello di viaggio e tempo libero nel week end.

Come gli altri mini-SUV, anche la Seat Arona deriva da una utilitaria: in questo caso la Ibiza. Della quale conserva i motori (benzina 1.0 3 cilindri da 75, 95 e 115 cv) a cui si aggiunge un diesel TDI 1.6 da 115 cv. Rispetto alla Ibiza, la Arona è larga uguale (178 cm) ma è stata allungata di 8 cm (da 406 a 414 cm) e alzata di 11 cm (è alta 155 cm). Abbiamo provato in anteprima sia la versione benzina più brillante, la 1.0 tre cilindri da 115 cv con cambio sequenziale DSG, sia il diesel da 115 cavalli.