Audi Sport ha fatto il suo esordio in Italia ad aprile 2016, ma in gamma ha già dieci modelli RS. Una falange eterogenea, dalla compatta alla spider, dalla familiare alla supercar, in grado di fronteggiare le concorrenti più altolocate e dirette. BMW M e AMG Mercedes.

Abbiamo provato tre nuovi modelli della gamma, la RS 3, la TT RS e la RS5, in due scenari speciali. L’Appenino la tra l’Emilia-Romagna e la Toscana. Ovvero all’andata da Firenze il Muraglione, al ritorno la Raticolsa e la Futa. L’intermezzo è stata una tappa per spremerle, presso l’autodromo di Misano. Strada e pista, per saggiare le doti di polivalenza, dinamica ça va sans dire, delle qualità dei rispettivi modelli. Mettendo a terra nel complesso ben 1250 cavalli, tutti turbocompressi.

Ognuna ha la sua anima. Siamo partiti con una delle più prestazionali pocket supercar, il bolide tascabile, la RS3. Poi la classica coupé compatta, la TT RS. Infine la granturismo, potentissima ed elegante, la RS5: forse quella che meglio interpreta i canoni preferiti di Audi, anche se a un listino notevole.

Partiamo con la più apprezzata sul nostro mercato, la RS3. Giunta alla sua seconda generazione ha davvero doti speciali. Il pezzo forte è ovviamente il 5 cilindri, specialità Audi da 40 anni (esordì proprio nel 1997). Cilindrata di 2,5 litri, 400 cavalli di potenza, 480 Nm di coppia da 1.700 giri. Cambio automatico a doppia frizione a sette marce, trazione quattro: con la frizione a lamelle ad azionamento idraulico e controllo elettronico, presente sull’asse posteriore, che ottimizza laripartizione dei pesi sugli assali. Tutto questo porta a un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4”1 e la RS3 può essere “liberata” fino a 280 km/h di velocità massima. Numeri che venti anni fa erano da supersportiva.

Ma quello che emoziona, oltre la tachimetro che schizza e al calcio alla schiena, e il launch control, è il suono del cinque cilindri. Un ringhio, che unito alla guidabilità della RS3, precisa anche alle alte velocità, rende la vettura davvero particolare. L’estetica si nota cerchi fino a 19”, piccolo spoiler posteriore per la berlina, grande per la Sportback, sempre bello il cruscotto digitale. Ma è la fruibilità a fare la differenza. Pepata in pista, sa regalare emozioni con un margine ottimo di sicurezza, ma godibile e prontissima a qualsiasi passo da codice in strada. Possibilmente extraurbano, perché l’indole e l’assetto sopportano, pur senza diventare fastidiosi, il tragitto urbano. Il prezzo parte da 53.500 euro.