Non serve un master in business administration per capire che i Suv siano l’unica soluzione per avere successo in un mercato così esigente e frazionato come quello europeo. E Subaru XV è il modello più importante della gamma giapponese, l’unico vero baluardo quando si tratta di Vecchio continente. 

Il cambiamento è coerente con quanto accaduto poche settimane fa con l’arrivo della quinta generazione di Impreza. Anche perché, senza fare troppi giri di parole, la XV altro non è che la variante con maggiore altezza da terra. I fascioni paracolpi infondono quel tocco di solidità tipico di Subaru. Una solidità non solo sulla carta, ma pure nei fatti. Tanto che l’acquirente tipo dei modelli delle Pleiadi, difficilmente “abbandona” il proprio acquisto prima dei dieci anni di vita. Un dato che vale molto di più di migliaia di claim pubblicitari.  

Tornando alla XV, la differenza sostanziale rispetto ad Impreza sta tutta in quei 220 mm di altezza da terra. Un valore che fa davvero la differenza quando si affronta la guida in fuoristrada. Un frangente in cui la XV si trova realmente a proprio agio, mostrando doti inattese per un Suv di questo segmento di mercato. Non staremo a raccontarvi le mirabilie relative allo stile, perché di tratti tesi e montanti meno spioventi abbiamo già dato con Impreza. Così dentro e fuori non ci sono pressoché differenze. Spazio ai display che, a seconda delle versioni, possono essere da 6,5” oppure 8”. Trattasi di elemento di tipo touch posto al centro della plancia sotto un altro schermo da 4,2 pollici. Quest’ultimo serve solo a visualizzare alcune informazioni che riguardano la vettura, riportando ad esempio anche le indicazioni del navigatore. Senza dimenticare quello da 6,3” nel quadro strumenti. Apple CarPlay e Android Auto sono di serie su tutte e tre le versioni di Subaru XV.

A corroborare la tesi della simmetria, il motore 1.6 aspirato da 114 cavalli con architettura boxer, a cui si aggiunge un due litri da 156 cavalli, ovviamente a cilindri contrapposti. Il sistema a quattro ruote motrici si accompagna solamente con il cambio a variazione continua Lineatronic. La coppia è trasferita al 60% all’asse anteriore e il restante 40 a quello posteriore. Questo ciò che avviene in condizioni di marcia normali, perché il “passo” varia appena viene rilevata una perdita di aderenza. Le sensazioni non mutano da Impreza a XV, ma la presenza del propulsore più prestante, sopperisce ai limiti del cambio CVT. Gli ultimi appunti di carattere tecnico circa la vettura Subaru, riguardano le due unità in oggetto, più leggere rispetto al passato, trattandosi di corpose evoluzioni. Ai nastri di partenza anche le rispettive varianti alimentate a Gpl.

La solidità di cui sopra si conferma anche su strada. Piacevole tra le curve, la maggiore altezza da terra non pregiudica rollio e beccheggio. Il servosterzo a comando elettrico risulta un po’ artificiale come feeling, ma nel complesso funziona a dovere. Quando si passa in fuoristrada, il tasto X-Mode regola la trazione in modo puntuale su ogni ruota, avvalendosi di un’elettronica particolarmente efficiente in ambito off-road. E si attiva automaticamente il controllo della velocità in discesa. Semplice ed intuitivo il suo funzionamento: basta rilasciare il pedale del freno una volta che vi trovate in pendenza… al resto ci pensa la XV. 

Proprio come Impreza, gioca la carta all-inclusive in tema sicurezza. Così, a partire dall’allestimento d’ingresso, è disponibile la suite di sistemi che passa sotto il cappello EyeSight che, tra gli altri, vanta la frenata predittiva. Il lancio di Subaru XV sarà il prossimo 20 gennaio. Quattro gli allestimenti previsti per la versione da 1,6 litri – Pure, Style, Style Navi e Premium – che vanta una fascia di prezzi compresa tra i 23.000 euro e i 31.000 euro. Mentre la due litri porta in dote solo due varianti, la Style Navi e la Premium, vendute rispettivamente a 30.000 a 33.000 euro.