INNSBRUCK – Per essere felici non occorre chissà che. Ghiaccio, tanti cavalli e un bel sole garantiscono, provare per credere, una terapia eccellente contro il logorio della vita moderna. Soprattutto se affiancati da un pilota come Jordi Gené a suggerire “trick” per realizzare il drifting (quasi) perfetto.

Prima del dessert si parta, però, dagli antipasti. Seat ha voluto dimostrare l’efficacia della propria gamma 4Drive, ossia della famiglia a trazione integrale. Divenuta numerosa con la nascita di Ateca e Arona e comprendente anche l’avventurosa station wagon Leon X-Perience, ma soprattutto la familiare arrabbiata Leon Cupra ST. E scegliendo le nevose Alpi austriache come (eccellente) banco di prova.

La quinta generazione di trazione integrale Seat si basa su una frizione multidisco, posizionata all’estremità dell’albero motore, di fronte al differenziale dell’asse posteriore. Garantendo una migliore distribuzione del peso e un collegamento costante tra i due elementi. Inoltre 4Drive non è una trazione integrale permanente, interviene solo quando i sensori rilevano uno slittamento delle ruote anteriori, trasferendo la percentuale necessaria di moto a quelle posteriori e bilanciando la coppia tra le ruote dello stesso asse.

Per darne dimostrazione pratica si viene invitati ad affrontare alcuni piccoli dossi longitudinali al volante di una X-Perience. Nel momento in cui una delle ruote rimane sollevata è sufficiente dare un po’ di gas, facendo lavorare solo le altre tre e cavandosi d’impaccio.

Interessanti anche le doti "sciistiche" di Ateca con motore 2.0 Tdi da 150 cavalli abbinato al cambio automatico Dsg. Pur non essendo una fuoristrada fa il suo dovere, inerpicandosi attraverso i boschi innevati. Nulla di estremo, tuttavia situazioni in cui ci si può facilmente imbattere durante i mesi più freddi. E il primo Suv di casa Seat, in modalità di guida Snow e con un treno di buone gomme invernali, non dà mai l’idea di essere in difficoltà. Tantomeno su strada, dove abbiamo provato l’ultima arrivata, Ateca FR, con motore 2.0 Tdi da 190 cavalli, abbinato sempre al Dsg e ovviamente alla trazione integrale. La top di gamma della neonata famiglia Suv, con prezzi a partire da 36.360 euro. Nonché la più prestazionale, capace di uno scatto 0-100 km/h in 7,5 secondi e di una velocità massima di 212 orari. Anche se nelle autostrade vicino Innsbruck la qualità che emerge maggiormente è il comfort, anche acustico, quando si viaggia a velocità di crociera.

Il discorso cambia radicalmente parlando di Leon Cupra station wagon. Familiare, d’accordo, ma galvanizzata del motore 2.0 Tsi da 300 cavalli e 380 Nm di coppia a partire da 1800 giri. Unito all’integrale e all’automatico, consente di passare da 0 a 100 in 4,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 250 orari. Ma non è stata la ricerca della prestazione pura a spingerci in Tirolo, quanto il taumaturgico desiderio di controsterzare in libertà. Dando sfogo all’ancestrale desiderio che porta ogni uomo a tirare il freno a mano non appena ci si trova in un parcheggio innevato. Disattivando il controllo di stabilità e inserendo la modalità di guida Cupra, la Leon diventa estremamente reattiva. E grazie ai consigli del paziente Jordi, anche i neofiti del “drifting on ice” possono esibirsi in coreografie di livello discreto: uno dei segreti è non essere impazienti con il volante e lasciare che il posteriore inizi a scivolare (piacevolmente) via prima di controsterzare.

Infine spazio al Maestro. Il vincitore della 24 Ore di Le Mans (di categoria) nel 2001 abbozza un sorriso mettendosi al volante: “Devo fare un giro di prova, fare drifting non è come guidare pulito”. Doverosa frase di circostanza per un pilota di livello internazionale: ma dopo pochi minuti anche il purista Genét si lascia andare, pennellando il ghiaccio con la precisione di un Giotto.