MARSIGLIA. Come si cambia per poter sfondare nel complicato mercato delle berline compatte. La Cactus lo fa, dentro e fuori. E lo fa in modo talmente netto che della rustica prima edizione, uscita sul mercato tre anni fa e sbandierata all’epoca come l’erede della storica 2CV, e dei suoi vistosi air-bumps che le ornavano le fiancate, non è rimasto nulla. Lo abbiamo toccato con mano durante il test sulle strade attorno a Marsiglia dove abbiamo messo alla frusta questa berlina compatta che va ad arricchire la gamma Citroën, arrivando dopo la C3 Aircross uscita a fine 2017 e anticipando la C5 Aircross, attesa per la fine dell’anno.

La rinnovata Cactus ha perso originalità ma si è molto imborghesita nell’aspetto. E’ diventata più elegante e ha connotati più tradizionali, con le fiancate stilisticamente pulite, laddove gli air-bumps sono diventati piccole strisce di plastica nella zona inferiore delle porte.

Le vendite iniziano nel week-end del 17-18 marzo (prezzi da 17.900 a 22.7800 euro) e la gamma comprenderà motori a benzina, il tre cilindri a benzina Puretech 1.2 da 110 e 130 cv, e diesel 1.6 BlueHDI da 100 cv seguito, a fine anno, dalla più potente versione da 120 cv.



Tra le novità tecniche da segnalare le sospensioni con smorzatori idraulici progressivi e il nuovo cambio automatico a sei marce disponibile però in abbinamento solo con il tre cilindri Puretech da 110 cv. Motore adatto a un uso cittadino ma, per forza, scatto e ripresa ai bassi regimi, meno godibile rispetto alla variante più potente da 130 cavalli. Spaziosa, confortevole e rifinita con cura, la Cactus 2018 ha come unico punto migliorabile i sedili New  Advanced Confort che hanno preso il posto della panchetta unica presente nella prima Cactus. Disponibili come optional nei tre allestimenti Metropolitan Red, Wilde Grey e Hype Red, sono larghi e hanno un’imbottitura efficace ma, nei lunghi viaggi, non limitano più di tanto l’effetto infossamento. Discutibile anche la scelta di dotare i vetri posteriori della tradizionale ma non praticissima apertura a compasso.

Promosse, invece, le nuove sospensioni che hanno reso la Cactus molto “morbidosa” nell'assetto, addolcendo la guida e limitando al minimo le asperità causate da buche e dossi. Ora guidare la nuova Cactus - sarebbe riduttivo, a questo pounto, parlare di restyling - è un’esperienza decisamente meno rustica.