Tra la teoria e la pratica qualcosa cambia sempre. Ci permettiamo di proporre un parallelo tra auto ibride e auto a metano. Le seconde non hanno praticamente emissioni di particolato e di polveri sottili. Le prime, circolando almeno il 50% del tempo a benzina, sì. Le emissioni di anidride carbonica delle vetture alimentate a gas naturale sono molto vicine a quelle delle pari classe “verdi”.

Alla pratica crede Volkswagen. Che su Golf propone quasi tutte le alimentazioni disponibili – benzina, diesel, metano, ibrid plug-in, elettrico – ma punta moltissimo sul gas naturale. Con la best seller Golf, offerta fino a marzo allo stesso prezzo di partenza del benzina (17.900 euro), con la citycar up! e da poco anche con la Polo. Queste versioni a metano, è bene ricordarlo, in Italia rappresentano circa un terzo delle vendite dei rispettivi modelli.

Polo TGI  è la grande novità delle VW a metano, che la Casa madre produce al 90% per il mercato italiano. Uno sforzo importante e significativo: l’impianto è realizzato in fabbrica e i motori sono stati sviluppati per la doppia alimentazione. Un progetto importante, supportato da una rete in crescita, oltre 1200 stazioni di rifornimento, quasi la metà delle quali (550) però concentrate in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Polo TGI, che ha un prezzo di partenza di 16.600 euro, si presenta col 1.0 tre cilindri turbo pronto per il gas naturale. In grado di erogare 90 cavalli e una coppia di 160 Nm da 1.900 giri. Cambio a cinque marce e prestazioni, velocità massima di 183 km/h e 11,9 secondi nello 0-100, più che accettabili. I consumi dichiarati invece sono imbattibili per qualsiasi altra alimentazione. Occorrono 3,2 kg per fare 100 km: ovvero solo 3 euro. Il che porta l’autonomia a gas (c’è anche il serbatoio “normale” a benzina, come sulla Golf) a 390 km.

Al nostro contatto su strada Polo TGI ha mostrato un buon temperamento. Buon approccio, guida precisa. Rilassante, anche abbastanza dinamica, a patto di stare sopra i 2.000 giri. Adeguata in ogni situazione di viaggio. Il tre cilindri non ha complessi di inferiorità, anche se fa sentire il suo rombo in accelerazione. La percorrenza rilevata in un percorso misto è stata di 3,6 kg per 100 km. Con le bombole (in acciaio) dotate di una capacità di circa 12,5 kg di metano significa avere un’autonomia “verde” di circa 340 km.

Certo, ad esempio la Polo 1.6 TDI (che costa 350 euro in più) permette meno soste per il rifornimento e una risposta più pronta. E’ pur vero che i motori a metano necessitano di manutenzione ogni 15.000 km: più frequente rispetto a quelli a gasolio. Una spesa superiore in questo caso. Ma il vantaggio economico del metano rimane. Specie per chi non è un macinatore di chilometri e di lunghissime distanze. Questo a patto di avere una stazione di rifornimento nei paraggi. Unico vero neo, la capacità del bagagliaio scende a 251 litri (da 351).

Golf TGI rimane una certezza, nel suo genere. Il 1.4 TGI da 110 cavalli e 200 Nm di coppia (da 1.500 giri) ha una superiore elasticità, anche se non paragonabile a quella del 1.6 diesel. Il quattro cilindri è più silenzioso del tre. Anche le prestazioni sono giocoforza più brillanti, ma non è su questo che si gioca la partita. Con un po’ di attenzione si possono tenete consumi di 4 kg di metano per 100 km. Per una spesa inferiore ai 4 euro. Il serbatoio del gas naturale è in fibra composita (quindi per il collaudo è sottoposto a ispezione visiva, non a smontaggio come quelli in acciaio) che fa risparmiare circa 60 kg di peso.

Disponibile in versione berlina e wagon (Variant) Golf a metano è un ottimo compromesso per chi viaggia con medie percorrenze e soprattutto in percorsi extraurbani. L’autonomia a gas reale è di circa 300/350 km.