MADRID. 999… ossia il numero di esemplari di Audi R8 RWS che sono stati realizzati. Elemento che rende ancora più esclusiva la supercar di Audi Sport. Un po’ perché la tiratura limitata fa sempre un certo effetto, un po’ perché per una volta viene abbandonato il concetto di trazione quattro, a favore delle due ruote motrici posteriori. Non è l’inizio di una rivoluzione, altrimenti andrebbe stravolta l’intera strategia di marketing delle vetture tedesche, ma più semplicemente un assaggio del potenziale a due ruote motrici Audi.

Una vettura per puristi verrebbe da dire, ma che in realtà conserva il fascino da granturismo del modello a trazione integrale. E guai a considerarla la sorella tedesca di Lamborghini Huracàn. Sebbene si tratti di una piattaforma condivisa, l’ingegneria che distingue la R8 RWS è stata armonizzata in modo completamente differente. Intanto sia a livello di passo che di carreggiata anteriore ci sono delle differenze, dato che la RWS (così come le versioni 4WD) è più grande di qualche millimetro. Elettronica e taratura del comparto sospensioni amplificano poi i contrasti tra Audi e Lamborghini. Un appunto per meglio comprendere come mai la R8 è più docile e armoniosa e la Lambo più aggressiva e impetuosa.



Il 5,2 litri aspirato con architettura V10 presenzia in edizione da 540 cavalli e 540 Nm di coppia motrice. Una pariglia di valori che assicurano una velocità massima di 320 km/h (318 la versione Spyder) e un passaggio da 0 a 100 km/h di 3,7 secondi (3,6 la Spyder). Una prestazione che prevede anche “l’assistenza” del cambio S Tronic a doppia frizione a sette rapporti e dell’autobloccante meccanico lungo l’asse posteriore. Specifiche che ovviamente si confermano nel passaggio dalle 4 alle due ruote motrici.  

A fare la differenza, tangibile dopo pochi chilometri, è il risparmio di 50 kg di peso (40 sulla Spyder) sulla versione RWS. La percezione è di avere tra le mani una vettura più diretta, precisa, ma soprattutto più agile. Allo stesso tempo capace di conservare il comfort tipico di R8, una specificità unica nel panorama delle supercar. E poi risposta e sound del V10 aspirato sono oramai una rarità, in un mondo dominato dalla sovralimentazione. La soglia del piacere comincia a partire da quota 5000 giri/min, sino ad arrivare al traguardo dei 7800 giri/min. Un momento di vera estasi per chi cinge il volante tra le mani.

Ciò detto l’evoluzione in due ruote motrici assicura la possibilità di esibirsi in funambolici sovrasterzi di potenza, cosa che con la R8 a trazione integrale è molto più complicata da mettere in pratica. L’assetto non comprende il sistema di sospensioni magnetic ride, per rendere l’auto ancora più pura nel suo intento di divertire. Tuttavia l’esperienza non ha mai toni aggressivi, implementata da quel rigore Audi che si palesa pure sulle versioni più sportive delle proprie vetture. Ecco perché la prova da passeggeri della corrispettiva variante da corsa, la GT4, che ha mostrato un livello prestazionale assolutamente incredibile (dato che la pista era bagnata), non ci ha mai fatto pentire di aver scelto di fare per una volta quelli che siedono alla destra di chi si trova al posto di guida. Per nuova Audi R8 V10 RWS il prezzo base della versione Coupe? e? di 147.400 euro, mentre quello della Spyder parte da 160.700 euro.