PORTIMAO. Il nome è sempre quello. Dal 1951. Non è mai cambiato dal giorno in cui Aston Martin decise di identificare con questo termine, Vantage (intuitivo anche nella sua traduzione italiana), le sue versioni più performanti e sportive. Ma a parte il nome, la Aston Martin Vantage che viene lanciata in questi giorni, è completamente nuova.

Bellissima ed aggressiva non soltanto nel design ma anche nei colori scelti: un nero lucido cattivissimo oppure un lime fluorescente, una via di mezzo fra il giallo limone e il verde acido. Che sarà anche il colore delle Aston Martin Vantage da corsa che cercheranno di strappare alla Ferrari e alla Porsche la vittoria nella classe GT della prossima 24 Ore di Le Mans e nel campionato del mondo Endurance, sempre nella categoria granturismo. 

La Vantage è una coupé molto ambiziosa, che segna una decisa svolta per l’Aston Martin che finora era sempre rimasta attaccata fortemente alla tradizione sia nel design che nella meccanica. L'abbiamo provata in anteprima per le strade del Portogallo, in Algarve, con una puntata anche sulla pista di Portimao. Come in tutte le regioni a ridosso dell’oceano Atlantico, in Algarve durante la stagione primaverile è facile incorrere in violenti temporali a causa delle nubi che si formano sul mare e che il vento dirige verso la costa. Ma in questo caso l’acquazzone che ci ha bersagliato è stato paradossalmente molto utile. Perché ci ha permesso di apprezzare meglio le doti dinamiche anche nella guida sportiva sull’asfalto viscido e zuppo d’acqua.

La facilità con cui si riesce anche in condizioni critiche a gestire l’elevata potenza (510 cavalli) che la Vantage sviluppa sulle ruote posteriori motrici è stata una vera scoperta. E rende questa macchina davvero utilizzabile in tutte le condizioni. Asciutto e bagnato, autostradale o percorsi collinari. E si difende bene anche nell’uso estremo in pista. Tutto merito sia di un telaio rigido e ben piantato per terra con sospensioni a doppi bracci anteriori e multilink dietro, sia dei numerosi sistemi di aiuto elettronico alla guida, che vanno dal Dynamic Torque Vectoring al differenziale elettronico. Una primizia, quest’ultimo, per una vettura di Gaydon. 

Ma andiamo per ordine. La Vantage nuova generazione ha un design molto spigoloso e aggressivo; il suo designer Marek Reichman dice che ha la forma di un felino pronto a cacciare. Si basa su un’unica linea è in tensione ed esprime leggerezza e forza. E' lunga 4,46 metri, vale a dire che è persino più compatta di una Porsche 911, la sua acerrima rivale sulle strade e sui circuiti. Ma le due auto non potrebbero essere più diverse: mentre la Porsche è una coupé a motore posteriore, la Vantage mantiene il layout abituale delle grandi coupé a motore anteriore; i progettisti però, per non sbilanciarla, hanno collocato il nuovo cambio automatico ZF 8 marce in posizione posteriore centrale (si chiama schema transaxle), la stessa soluzione usata sulle grandi Ferrari V12 599 e F12. Con lo schema transaxle, il peso del cambio viene sul retrotreno viene a compensare quello del motore sull’avantreno. Infatti, la coupé ha un bilanciamento perfetto: una ripartizione dei pesi al 50% davanti e al 50% dietro.  Questo si ripercuote positivamente sulla dinamica di guida rendendo la macchina oltremodo bilanciata e neutra quando la si inserisce in curva. 

Un ulteriore effetto positivo nella guida viene dal differenziale elettronico (e-diff), per la prima volta montato su un’Aston Martin. Il vantaggio del differenziale elettronico, rispetto a quello tradizionale a slittamento limitato meccanico delle vecchie Vantage, è che può bloccare da zero fino al 100% la rotazione delle ruote invece che che solo parzialmente. Ed essendo a gestione elettronica, interviene in pochi millisecondi invece che in decimi di secondo. Insomma, è rapidissimo. Inoltre l’e-diff lavora congiuntamente con il Torque Vectoring ed è collegato alla centralina di gestione motore e dinamica di guida. Quindi tutti i sistemi elettronici dialogano tra loro e si regolano di conseguenza quando devono gestire lo scarico di potenza sulle ruote posteriori al momento di accelerare, oppure in inserimento o in uscita di curva. Ecco perché la Vantage si riesce a guidare con una certa tranquillità e non mette in difficoltà il pilota, anche su fondo bagnato. Parte del merito va anche al nuovo solido telaio con elementi in alluminio su un sottotelaio in acciaio; l’accoppiata rende la Vantage rigida, resistente alle torsioni e priva di inerzie nel comportamento dinamico quando le forze fisiche si scaricano sullo chassis. 

Il motore è interamente nuovo: è un V8 4 litri biturbo montato in posizione anteriore che eroga 510 cavalli. Ma non è costruito in Gran Bretagna: Aston Martin realizza ancora in casa il V12 della ammiraglia DB11, mentre è di fabbricazione tedesca… Si, avete indovinato: è un V8 Mercedes AMG. Lo stesso che equipaggia la Mercedes GT e che è disponibile sulla coupé tedesca in varie soglie di potenza, da 480 a 585 cv. Mercedes detiene il 5% della proprietà di Aston Martin e c’è quindi un certo scambio di tecnologia sui motori. Aston Martin però si personalizza pesantemente il V8 per conferirgli un carattere e un comportamento molto diversi da come appare lo stesso V8 su una Mercedes. Infatti, il V8 AMG by Aston Martin eroga meno cavalli delle Mercedes coupé GT C e GT R, ma ha una quantità di coppia decisamente superiore: arriva a 685 Nm. Gli inglesi hanno preferito ridurre leggermente la potenza massima per esaltare la risposta ai medi e bassi regimi del motore e renderlo più guidabile. Il risultato è godibilissimo: la coupé inglese ha una spinta violenta ed è sempre pronta a scaricare coppia sulle gomme 295/35 da 20” posteriori. E non sono certo quei venti o trenta cv in meno che la penalizzano. Tanto che la Vantage ha un’accelerazione eccellente: scatta da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi e tocca una velocità massima di 314 km l’ora. Anche il sound del motore è stato esaltato nella preparazione by Aston Martin: è roco e rotondo e ricorda quella tradizionale Aston anche se il V8 qui non è più aspirato ma è sovralimentato con due turbocompressori.

Un vero salto in avanti è stato compiuto anche negli interni. Dimenticate il design della plancia un po’ classico all’inglese; la Vantage ha un look moderno, ampio uso di pelle mista ad Alcantara per sottolinearne la sportività dell’auto, e una disposizione dei comandi molto originale. Non c’è leva del cambio, nemmeno un pomellino striminzito. Ci sono tre bottoni a triangolo che indicano la marcia avanti, la retro e il folle. Al centro il bottone illuminato di rosso dello start. Se volete azionare manualmente le marce (ma la Vantage resta pur sempre un’auto a cambio automatico, anche se molto rapido) ci sono i paddles al volante, fissi come su Ferrari e Lambo e non solidali col volante come su Audi, BMW e Porsche. Infine, Aston Martin a differenza delle rivali, ha scelto di sdoppiare i comandi dell’elettronica di ausilio alla guida. Separando l’azionamento della mappatura motore (sulla razza di destra del volante) da quello della taratura sospensione (sulla razza sinistra) e da quello di controllo di trazione e stabilità (sulla plancia). Ogni funzione si può regolare in tre posizioni: Sport (quello standard), Sport Plus, più sportivo ma con un certo intervento di aiuto elettronico; oppure Track, il più estremo. Il fatto che i comandi siano separati permette molteplici incroci delle funzioni e una regolazione più personalizzata in base alle esigenze di guida e al fondo stradale: ad esempio noi sulla pista di Portimao zuppa d’acqua usavamo il motore in posizione Track perché volevamo tutta la cavalleria possibile, ma la sospensione in modalità intermedia (Sport Plus) perché il tracciato è ondulato e il controllo di stabilità anch’esso in posizione intermedia per avere una sicurezza per via del fondo viscido. 

La nuova Aston Martin Vantage sarà in vendita da questa primavera a un prezzo che partirà da 158.772 euro. Come sempre destinato a salire per le personalizzazioni di ogni genere.