MILANO. Uno spettacolo nello show della Milano Design Week, con Audi protagonista del Fuorisalone con un suggestivo allestimento nella sede dell’antico seminario arcivescovile di Milano, un ex convento voluto da Carlo Borromeo nel ‘500, aperto per la seconda volta dopo tanti anni, solo dai potenti mezzi del brand dei Quattro Anelli.

Per l’occasione gli uomini Audi hanno completato l’architettura imponente con un quinto anello, di 19 metri di diametro, a rappresentare l’unione tra passato, presente e futuro che richiama inevitabilmente anche il simbolo olimpico. L’occasione per presentare al pubblico di 300 invitati, compresi vip come Cristina Chiabotto, Daniele Bossari e Maddalena Corvaglia, le nuove arrivate di Ingolstadt, A8, A7 Sportback e A6, insieme al concept del futuro, a guida autonoma, Aicon. Un’autentica festa completata dal talk voluto da Audi Italia e dal suo Direttore Fabrizio Longo che accanto a Carlo Ratti del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston ha disegnato il panoramo dell’auto del futuro, necessariamente elettrica e autonoma: «La domanda non è se ma quando. Ma in realtà può definire i tempi con esattezza - ha spiegato Longo -. La tecnologia c’è, allo stesso tempo manca il sistema complessivo in grado di scaricarla nella realtà, tra autonomia delle vetture da estendere, tempi di ricarica più brevi e infrastrutture. Nel frattempo dobbiamo gestire la transizione evitando demonizzazioni senza senso sui diesel di ultima generazione. Il futuro non si prevede, si costruisce insieme»
 
Uno spettacolo nello spettacolo, in effetti. Perchè prima di parlare di futuro e riempirsi gli occhi di anelli passati e futuri, eravamo saliti sulla nuova Audi A7 Sportback. Una sorta di astronave, metà coupè, metà berlina GT. Da Torino a Milano per capire che esistono diesel meno rumorosi dei motori elettrici della Formula E: a 280 km/h non si sentiva un fruscio, un rumore, nulla. E una volta arrivati in città ti sorprendi a verificare che quasi 5 metri di lunghezza si gestiscono con un raggio di sterzata non troppo lontano rispetto a quello della Smart, grazie alle quattro ruote sterzanti. Senza dimenticare la possibilità di “veleggiare” spengendo il motore principale e sfruttando il mild hybrid da 48 volt e 12kW che per inerzia riesce a farla viaggiare anche fino a 40” tra i 55 e i 160 km/h.
 
Qualcosa a metà strada tra l’astronave e l’aliante, appunto, figlio di scelte di design razionali e funzionali, ed esteticamente gradevolissime. Dalla calandra single frame, unita al gioco di ombre e muscoli sulle fiancate, ai gruppi ottici a led segmentati (32 a gruppo) che possono diventare anche laser per avere una visibilità da... mezzogiorno di fuoco. Per non parlare dell’aerodinamica con il cx arrivato a 0.26 e una scocca alleggerita di 90 kg. Tecnologia e materiali che si aggiungono ad altra tecnologia di ultima generazione. Perchè, tanto per essere chiari, sulla nuova Audi A7 Sportback sono presenti ben 39 sistemi di assistenza alla guida, gestiti da un’unica centralina zFAS (la stessa dell’ammiraglia A8) che proteggono la vettura e tutto quello che gli passa vicino grazie a 24 sensori, di cui 5 radar e 12 a ultrasuoni, telecamere e scanner. Un pacchetto che tradotto nella lingua di oggi, significa guida autonoma di livello 3 e connettività totale che oltre a offrire il tradizionale Audi Cockpit da 12,3 pollici, con comandi vocali a voce naturale, consente a vetture dello stesso tipo (in futuro con lo stesso sistema) di dialogare tra loro scambiando informazioni e anticipando eventuali problemi, vedi lastre di ghiaccio avvertendo il guidatore (Car To X).
 
Due al lancio le motorizzazioni: il benzina, 3.0 V6 TFSI da 340 cv abbinato al cambio S tronic a 7 rapporti (da 74.909€) e il diesel 3.0 V6 TDI da 286 cv con trasmissione tiptronic a 8 rapporti (da 72.900€). Anche lo spettacolo vuole la sua parte.