Non si discute il fatto che si tratti di una station wagon, ma la nuova Volvo V60 non è la classica giardinetta del bauscia de Milan. In realtà palesa nuovamente il potenziale delle vetture svedesi anche in formato familiare. Tanto che un design così teso e slanciato, fa ben sperare in un ritorno di questa categoria di vetture, soppiantate da tempo dagli Sport Utility Vehicle quando di mezzo ci sono pargoli e bagagli. 

Una Volvo V60 che vanta l’esperienza e la competenza che chi l’ha preceduta ha messo in atto. Il riferimento non va al modello precedente, trattandosi di una versione completamente nuova, bensì a tutta la famiglia di vetture che la Casa svedese ha lanciato in questi ultimi anni, XC90 in primis. Nessuna relazione, almeno per quanto riguarda il pianale di appartenenza, con la recente XC40, dato che la V60 è costruita sul pianale SPA. Piattaforma modulare tanto cara agli svedesi. 


Una modularità che ritroviamo anche sul fronte delle motorizzazioni. In fase di lancio sul mercato italiano saranno disponibili unità ovviamente diesel e benzina. Il primo fronte è capitanato dal quattro cilindri D3 da 150 cavalli, seguito dal D4 da 190.

Sul versante a benzina sarà solo il T6 a tenere alta la bandiera degli ottani, capace di ben 310 cavalli di potenza massima. Per chi se lo fosse dimenticato l’architettura a quattro cilindri rappresenta un fondamento della “filosofia” ingegneristica Volvo. Di fatto i tempi moderni annoverano anche l’esperienza ibrida plug-in, che però non vedremo prima del 2019. In questo caso il T6 Twin Engine avrà una potenza di 253 cavalli, e la motorizzazione elettrica sistemata nella zona dell’asse posteriore. All’appello sul listino della gamma italiana manca pure la T8 da 303 cavalli.

Tutte e tre i “T” impiegano la trazione integrale, mentre tra i “D” è disponibile anche la sola trazione anteriore, così come il cambio manuale a sei rapporti. Altrimenti spetta al Geartronic a 8 marce regolare coppia e cavalli tra propulsore e ruote. Un ultimo appunto in materia di tecnologia meccanica, tanto per non dimenticare quale sia la derivazione di V60, il fatto che tutti i motori (benzina e diesel) siano interamente in alluminio e che abbiano la medesima cilindrata (1969 cc).

Per quanto gli elementi distintivi di V60 siano evidenti rispetto al resto della gamma, lo stesso non si può dire per gli interni. Va bene il minimalismo svedese, ma una volta a bordo di una Volvo non è facile distinguere il modello. Ciò detto il quadro strumenti è nelle mani di un display da 12,3”, mentre la sezione infotainment è demandata allo schermo touch da 9” al centro della plancia. È fondamentale la pratica per entrare nel mood del tablet di bordo. 

Disponibile già sull’allestimento base, il Business, andrebbe coniugato con il sistema smartphone integration (370 euro) per innescare un minimo di dialogo con Apple CarPlay e Android Auto. Sistema che invece troviamo di serie sugli allestimenti successivi come il Business Plus, Momentum e l’Inscription. Discorso analogo sul fronte sicurezza, perché la suite completa di dispositivi è in realtà a pagamento. Da sottolineare però che in questo caso la dotazione standard si può considerare completa. Tant’è che di serie troviamo l’Oncoming Lane Mitigation. Sistema che aiuta il conducente ad evitare collisioni quando si effettua un sorpasso, in presenza di veicoli provenienti dalla direzione opposta (attivo fra i 65 e i 140 Km/h).

Su strada, complice anche una gommatura generosa opzionale e le sospensioni a controllo elettronico, dimostra di saper appagare i pater familias più intransigenti a livello prestazionale. Precisa in inserimento, non accenna al sottosterzo a meno che abbiate sbagliato qualcosa nella valutazione della curva. Il motore T6 sembra sottopotenziato rispetto ai valori in campo, probabilmente perché coppia e cavalli si disperdono tra le quattro ruote motrici. Mentre il cambio automatico non è all’altezza della guida davvero sportiva. Condizione però che non dovrebbe toccare le corde di chi in auto ci porta la famiglia. Di fatto la V60 consente un passo al trotto davvero piacevole e gratificante. E l’impossibilità di avere a disposizione le sospensioni pneumatiche come sulla V90, non è assolutamente un limite per la wagon più compatta. Che gioca le sue carte migliori quando si argomentano spazio e abitabilità. In dietro tre persone non sembrano una vera e propria utopia, soprattutto perché possono contare su centimetri longitudinali in abbondanza. E poi ci sono sempre 529 litri di volume che attendono le vostre valige una volta scelta la meta per la vacanza.

I prezzi partono dai 38.410 euro della versione D3 in allestimento Business. Ma volendo si può optare per la formula Care by Volvo. Una sorta di noleggio a lungo termine all-inclusive, elaborato dalla Casa svedese. Disponibile solo con motorizzazione benzina T6, il prezzo della rata che comprende 15.000 km l’anno, è di 1149 euro al mese per l’allestimento Inscription.