MARANELLO - Ferrari 488 Pista è la più estrema delle stradali di Maranello: il suo V8 è il più potente della storia del Cavallino, propone il maggior numero di soluzioni tecniche strettamente derivate dalle competizioni e trasferite alla produzione, ha 720 cavalli e motore biturbo di 3.9 litri. Ma un dato più di ogni altro ha catturato la nostra attenzione: il rapporto peso/potenza di 1.78kg/cv. L’unica a fare meglio è la McLaren P1 (1.53kg/cv). 

Questa berlinetta s’inserisce perfettamente nel solco inaugurato nel 2003 da Challenge Stradale e proseguito nel 2007 con l’esperienza di Michael Schumacher declinata su 430 Scuderia, poi su 458 Speciale nel 2013. Rispetto alla 488 GTB da cui deriva guadagna 50 Cv e 10 Nm di coppia massima (770 Nm a 3.000 giri in VII marcia); monta il Side Slip Control (SSC 6.0) che contribuisce in modo determinante alla facilità con cui si può giocare con tanta esuberanza sentendosi sempre in controllo, poi ci sono ben cinque sistemi che regolano il comportamento dinamico della vettura. In pratica è il massimo del divertimento che Ferrari può offrire oggi ai suoi appassionati.

 Questo suo fun to drive passa per prestazioni maiuscole: fila a 340 orari (è la velocità massima), scatta da 0-100 km/h in 2,85 secondi, raggiunge i 200 all’ora in appena 7,6 secondi, frena da 100 a 0 in 29,5 metri. Eredita diverse soluzioni dalla 488 Challenge e dalla 488 GTE. Il pedale del freno, ad esempio, è più pesante ed ha una corsa più corta. L’abitacolo invece è stato messo a dieta: i sedili sono a conchiglia di carbonio e tutti i dettagli di plancia, tunnel centrale e pannelli porta sono in composito di carbonio, così come il cofano motore. La riduzione dei pesi è maniacale e incide davvero sulle prestazioni. 

Auto l’ha provata a Fiorano, là dove gira 1”5 più veloce della 488 GTB. Ma per leggere il nostro test completo, appuntamento in edicola il 15 giugno con il numero 7 di Auto.