Non chiamatela van, tantomeno “commerciale”. La nuova Peugeot Rifter, pur non essendo quel piccolo Suv che la Casa del Leone vorrebbe far intendere, è una vettura multispazio di segmento C moderna, ben rifinita, versatile e ricca di soluzione tecnologiche degne di un modello di categoria superiore. Un’auto ben diversa dal più spartano Partner Tepee che, pur vendendo negli ultimi due decenni oltre un milione di unità, va serenamente in pensione.

Di sport utility Rifter ha il corpo vettura rialzato, gli spazi interni, il sistema Peugeot i-Cockpit che propone strumentazione head up display, volante piccolo e sagomato e schermo centrale touch da 8”) e il piacere di guida garantito su percorsi non regolari, grazie alla possibilità di adottare il sistema Advanced Grip Control. Dell’auto multispazio ha tutto il resto, a partire dalle dimensioni visto che Rifter viene offerto sul mercato in due varianti di carrozzeria: Standard da 4,4 metri e Long da 4,75 metri, entrambe disponibili sia a 5 che a 7 posti, tutti su sedili singoli (ma le poltroncine della terza fila sono un optional da 600 euro). Il bagagliaio ha una capacità che varia da 775 litri nella versione base a 4.000 litri (!) quando sei dei sette sedili di Rifter Long vengono abbassi.

In Italia verrà venduta, a settembre, in 26 diverse combinazioni, partendo dai tre allestimenti in listino (Active, Allure e GT Line) e 9 colori di carrozzeria. Quattro le motorizzazioni: benzina PureTech 110 e diesel BlueHDi da 75, 100 e 130 cv, abbinabili a tre tipologie di cambio: manuale a 5 marce, manuale a 6 e automatico a 8 rapporti (EAT8). I prezzi sono compresi tra i 21.550 euro della versione entry-level, la Standard Active con motore BlueHDi da 75 cv, e i 29.050 euro del top di gamma, la Long GT Line con motore BlueHDi da 130 cv e cambio EAT8 Aisin, eccellente per velocità e precisione negli innesti. 

Abbiamo guidato lungo le strade della Costa azzurra attorno a Montecarlo e nel tornanti delle colline della bassa Francia quest’ultima versione, la più ricca e curata: la sensazione è stata quella di essere a bordo di una vettura davvero raffinata, silenziosa in autostrada e precisa come assetto: merito va, in gran parte, all’eccellente resa della piattaforma modulare EMP2 che condivide con i “fratellini” di gruppo Citroën Berlingo e l’Opel Combo Life. La stessa che è base della nuova Peugeot 508.