Hyundai muove i pezzi grossi. La quarta generazione di Santa Fe, il grande SUV coreano, è l’espressione delle ambizioni e dei miglioramenti conseguiti dal Marchio. Design, tecnologia, meccanica, i progressi sono a tuto tondo.

Dopo 17 anni la storia continua, Santa Fe si presenta  con un design europeo (la produzione è a Ulsai, in Corea del Sud) e speranze ben riposte. L’abbiamo toccato con mano nel primo contatto intorno alle colline della Catalogna, non lontano da Barcellona.

Più grande, con una lunghezza di 4,77 metri, più ospitale, con un passo di 2765 millimetri, capace di cinque o sette posti. Con anche la terza, eventuale fila, che ha un acceso più facilitato e più spazio per la testa. Il bagagliaio con cinque persone a bordo ha una capacità di 625 litri (+40) e arriva fino a 1695. Ci sono anche 12 vani portaoggetti di svariate capienze.

L’accoglienza conta, a questo nuovo Santa Fe aggiunge un design esterno importante. Con il marchio di fabbrica la “cascading grille” che caratterizza il frontale. Assieme ai gruppi ottici su due livelli, con sottili luci diurne a LED.

Non passa inosservatoa anche le spalle posteriori sono “robuste”. Dieci i colori di carrozzeria, quattro gli abbinamenti per l’abitacolo. Gli interni dimostrano una buona qualità generale. Il nuovo display da sette pollici a centro al centro del quadro strumenti è di facile consultazione, come il sistema di navigazione (schermo da 8”) con Apple CarPlay e Andorid Auto. A disposizione ci sono head-up display e ricarica wireless per smartphone. E un pacchetto completo di ADAS.

Al solito, Hyundai mette a disposizione parecchio. Santa Fe migliora anche col cambio, con un automatico a convertitore a otto marce più efficiente del precedente sei rapporti. Una trasmissione non ancora al livello delle migliori realizzazioni europee, ma in ogni modo adeguata a stazza e indole.

Infatti su strada le sensazioni sono positive. Santa Fe offre quattro modalità di guida. Con Normal, Eco, Sport e Smart, che è una specie di sintesi virtuosa delle tre precedenti. Tutte controllano la mappatura della coppia, la cambiata, lo sterzo e i parametri della nuova trazione integrale HTRAC. Che è prodotta in casa da Hyundai. Il controllo è elettronico su tutte e quattro le ruote, assecondando le condizioni di tenuta e velocità.

La distribuzione della coppia avviene in base alla modalità di guida. In modalità Sport il sistema sposta fino al 50% della potenza alle ruote posteriori, così da aumentare le capacità di accelerazione; in modalità Comfort la migliore stabilità è assicurata dal trasferimento all’assale posteriore del 35% della coppia al massimo, mentre in modalità Eco la trazione viene spostata interamente all’avantreno.

In sintesi, si viaggia bene. Grazie alla spinta dei 200 cavalli e dei 440 Nm di coppia del 2.2 turbodiesel (che rispetta la normativa Euro 6D Temp). Un quattro cilindri pronto, a volte un po’ brusco, ma dotato della verve per regalare notevoli cambi di passo al SUV.