La nuova Wrangler non ha perso il tipico carattere da pura fuoristradista. Lo dicono, prima di tutto, i dati della scheda tecnica relativi a struttura del telaio, schema delle sospensioni e gestione della trasmissione a quattro ruote motrici. Usarla su strada è comunque più confortevole di prima, come abbiamo potuto notare prendendo contatto con la versione turbodiesel di 2,2 litri in allestimento Sahara.

Anche senza accendere il motore, la sensazione di essere maggiormente a proprio agio viene dalle finiture degli interni e da una posizione di guida più che sufficientemente funzionale, pur se sviluppata tendenzialmente in verticale. La versione a quattro porte e passo allungato si lascia guidare con discreta facilità su strada, nonostante lo sterzo non sia particolarmente preciso e inoltre decisamente pigro nei ritorni in uscita di curva.

Viste le caratteristiche di partenza, non si può pretendere un comportamento da sportiva, con la struttura rigida di telaio e asse posteriore che è bene avvertibile in curva. Tuttavia il livello di comfort è nettamente superiore a prima, con una tenuta di strada più che soddisfacente anche sull’asfalto.

Il quattro cilindri turbodiesel di 2143 cm2 che abbiamo assaggiato per primo eroga 200 cavalli a 3500 giri e si mostra progressivo e bene utilizzabile in combinazione con il cambio automatico a otto marce di serie su tutte le nuove Wrangler. Le prestazioni sono interessanti, con una punta di 180 km/h di velocità e un tempo di 9”6 per accelerare da 0 ai 100 orari ad onta di oltre 2 tonnellate di peso a vuoto del mezzo.

Più a suo agio su strada, l’ultima generazione della Wrangler eccelle quando il coefficiente di aderenza si abbassa e c’è bisogno di muoversi in condizioni difficili. Questo vale per i trasferimenti in fuoristrada quanto su neve e ghiaccio. Il guidatore può selezionare, anche in movimento sino a 72 km/h, la modalità a quattro ruote motrici High, con una gestione automatica della trasmissione che ripartisce la coppia alle ruote anteriori solo in caso di necessità.

Volendo, si può decidere di ripartire uniformemente la coppia motrice tra avantreno e retrotreno con la modalità 4H Part Time, ma il do di petto della Wrangler arriva con la selezione delle quattro ruote motrici con le ridotte nella modalità 4L. Per sceglierla bisogna fermarsi e mettere il cambio in folle selezionando il rapporto inferiore disponibile con il ripartitore di coppia.

Su un percorso davvero accidentato, con pendenze elevatissime, terra e fango, anche la Wrangler Sahara se la cava senza problemi. Il massimo per i fuoristradisti rimane comunque rappresentato dalla versione Rubicon, che aggiunge un riduttore specifico, bloccaggi elettrici dei differenziali e la possibilità di disconnettere la barra stabilizzatrice anteriore per una maggiore articolazione delle sospensioni. Il risultato è la possibilità di affrontare difficoltà quasi incredibili, pagando però poi dazio sulle strade asfaltate in termini di comfort e precisione di guida anche per via degli pneumatici con battistrada tassellato.