Seconda generazione di vetture a idrogeno per Hyundai. Nexo rappresenta il futuro e il presente dell’alimentazione a celle combustibile. Realizzata su di una piattaforma dedicata, adotta tutta una serie di soluzioni stilistiche orientate all’efficienza aerodinamica. Una vantaggio assicurato anche dalla presenza di motore elettrico e serbatoi di idrogeno, che operano in un contesto decisamente differente rispetto a quello delle vetture di stampo tradizionale. Le maniglie sono inserite perfettamente nella “cornice” della carrozzeria e fuoriescono mediante un meccanismo automatico (disattivabile dagli occupanti di bordo).

Segnali di un progetto studiato sin nei minimi particolari, che palesa la propria propensione al green anche nella scelta dei materiali. Hyundai Nexo infatti adopera per tutte le superfici esterne dei bio-materiali certificati dall’organizzazione indipendente UL (Underwriters Laboratories). Una filosofia progettuale condivisa anche con gli interni, dato che i rivestimenti dei sedili sono realizzati in eco-pelle. Rimanendo a bordo, si scopre la naturale propensione del Costruttore coreano verso l’Hi-Tech.

Un’eccessiva presenza di tasti e bottoni caratterizza la consolle centrale, letteralmente sospesa tra i due sedili anteriori. Non essendo dotata di cambio la Nexo, sono presenti quattro pulsanti dedicati alla marcia della vettura. Oltre a quelli della climatizzazione, delle modalità di guida, delle regolazioni del riscaldamento dei sedili e via dicendo. Piacevole invece la scenografia complessiva che si dota di ben due display. Elementi per cui risulta inevitabile fare un parallelo con Mercedes, perché nel complesso (grafica a parte) sembrano simili: quello che sovrasta la consolle è touch da 12,3”, mentre quello destinato al quadro strumenti è da 7 pollici. Lo schermo più grande può essere “splittato”: significa che si può dividere in più parti, in modo tale da poter visualizzare più informazioni contemporaneamente, come navigazione e media.

Una volta che vi siete ripresi da questo baccanale di bottoni, ci si può occupare della “meccanica” che si cela dietro al nome di Nexo. Un motore elettrico sincrono a magneti permanenti elabora 163 cv di potenza massima (120 kW) e 395 Nm di coppia motrice. Motore che viene alimentato da un pacco batterie posizionato sotto il pianale del bagagliaio, da 1,56 kWh. A sua volta alimentato da ben 3 tre serbatoi da 52,2 litri di idrogeno ciascuno. Il dato dichiarato rileva un consumo di 0,84 kg di idrogeno ogni 100 km di strada. Un dato a cui corrisponde un’autonomia di 666 km (ciclo WLTP). Mentre per quel che concerne le performance, la Nexo realizza una velocità massima di 179 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi.

Su strada è la coppia istantanea a fare davvero la differenza, perché gli oltre 1800 di peso a vuoto si fanno sentire quando dal passo si passa al galoppo. La presenza delle palette al volante non è ovviamente riferita al cambio (che non c’é), ma al sistema che permette di regolare l’intensità del freno motore. Un modo di guida alternativo, che permette di non usare il pedale del freno nella maggior parte delle condizioni di marcia.

Nexo però è anche un concentrato di soluzioni in ambito guida autonoma, portando ad esempio in dote il Lane Following Assist (LFA). Ossia quel sistema che regola automaticamente lo sterzo per mantenere la vettura al centro della sua corsia di marcia a velocità comprese fra 0 e 150 km/h su strade urbane ed extra-urbane. E che può essere accoppiato all’Highway Driving Assist (HDA) di Hyundai per la guida in autostrada. La Nexo non sarà commercializzata in Italia, pur essendo disponibile per la vendita. Probabile che saranno istituite delle formule di leasing per quelle società o aziende che ne vorranno acquistare una o più di una. Di fatto per Nexo ci vuole anche il distributore di idrogeno adeguato. E al momento in Italia ce ne è soltanto uno nei pressi di Bolzano. In ogni caso il prezzo di partenza sarà di 69.000 euro.