La logica degli uomini M non è sempre a portata di appassionato. Ma fintanto che le questioni in ballo riguardino potenza e prestazioni, meglio non giudicare e godere dei frutti del reparto M Sport. Così a pochi mesi dal lancio di Bmw M5 ci si trova a dover fare i conti con la versione Competition. Vettura che ripropone i contenuti di quella “normale”, anche se opportunamente rivisitati e corretti.

Confermata l’assenza del retrotreno autosterzante, disponibile invece sulle “altre” Serie 5, è nuovamente il V8 biturbo di 4,4 litri il cuore dell’ammiraglia bavarese. Ma da 600 cavalli si passa a quota 625. Mentre la coppia, fedele al valore di 750 Nm, viene spalmata su un’arco più ampio di giri motore. Ora si arriva sino a quota 5800 giri/min. Il cambio ZF a 8 rapporti regola nuovamente coppia e cavalli tra ruote e assi, coadiuvato da un elemento centrale a frizioni gestito elettronicamente e dal differenziale attivo M demandato alle sole ruote posteriori.

Qui il titolo di news lo guadagna l’assetto, ora più basso di 7 millimetri. Ma soprattutto l’angolo di camber al retrotreno, modificato per esaltare ulteriormente la dinamica di guida. L’assetto si fa in generale più rigido, così come la barra antirollio anteriore. Modifiche sostanziali, che realizzato cambiamenti dettagliati.

Quando sul piano estetico è il doppio rene di colore nero il tratto distintivo della famiglia Competition. E lo scarico ora aggredisce letteralmente le orecchie una volta che ci date di gas. A bordo le dinamiche sono sempre le stesse, tanto articolate (e a volte complicate) dal mettere al riparo chiunque da possibili errori di settaggio. Per passare alle sole due ruote motrici è necessario disattivare il sistema DSC. Ma prima di arrivare alla pagina dedicata ci sono diversi passaggi da eseguire che, o vi faranno desistere, oppure alimenteranno il vostro desiderio di traversi.

Rimane indubbio che un’auto come M5 Competition sia in grado di muoversi con una certa disinvoltura anche lungo un tracciato tortuoso come quello del Circuito Ascari in Spagna. L’unico vero limite è ovviamente quello del peso, che supera abbondantemente i 1800 chili. Una valore che palesa la sua presenza soprattutto in frenata, affossando il muso della bavarese sull’avantreno. Ma che non inficia nelle prestazioni: 0-100 km/h in 3,3 secondi, 0-200 km/h in 10,8 secondi e una velocità massima di 250 km/h autolimitata (305 km/h con il pacchetto dedicato). Intuitiva sin dall’inizio, sul veloce non ci sono curve che teme davvero.

E anche quando l’errore sembra essere inevitabile, è sufficiente un colpo di freno per rimetterla in pista. I limiti della fisica non sono indifferenti a Bmw M5 Competition e nelle curve lente un certo sottosterzo è probabile. Si, avete letto bene, probabile. Perché se avete l’accortezza di usare nel modo giusto l’acceleratore, il sistema di trazione integrale nella modalità Sport, vi aiuta non poco in uscita di curva. Su strada è prima di tutto una berlina comoda e veloce, che non disdegna montagne e colline. L’unica accortezza riguarda le dimensioni. Lunga poco meno di 5 metri e larga quasi due, non è una vettura adatta ad ogni strada; bisogna scegliere con cura. Già ordinabile presso la rete Bmw, ha un prezzo di partenza di 131.200 euro, mentre la M5 “normale” parte da 122.000 euro.