Sei anni per ricostruire da zero il listino. Questo è il tempo che è servito alla Seat per rinnovarsi completamente. La gamma sta per completarsi a inizio dicembre con l’arrivo della Tarraco, che allarga verso l’alto l’orizzonte del marchio spagnolo. Si tratta di un Suv di dimensioni che cominciano ad essere importanti e che dovrebbe garantire migliori margini di profitto rispetto agli altri modelli della Casa di Martorell. Insieme alle più piccole Arona ed Ateca completa il panorama di Suv in offerta, permettendo alla Seat di coprire una fascia di mercato molto più ampia che in passato.

Disegnata a Barcellona e realizzata a Wolfsburg, la Tarraco sfrutta la piattaforma MQB A a passo lungo, ben nota all’interno del gruppo Volkswagen e utilizzata dalla Skoda per la sua Kodiaq. L’abbiamo provata in anteprima assoluta, ancora camuffata in attesa del lancio ufficiale a settembre.

Il muso che si intravede annuncia, in ogni caso, il debutto di una nuova linea stilistica che contraddistinguerà il frontale delle prossime Seat. Disponibile in versione a 5 oppure 7 posti, la Tarraco è lunga 4735 mm ed ha nella spaziosità interna uno dei suoi assi nella manica. Il bagagliaio ha una capacità minima di 700 litri, che diventano 760 con gli interni a 5 posti. A titolo di confronto, l’Ateca ha un vano da 510 litri mentre la più compatta Arona non va oltre i 400 litri di volume.

La gamma di motori prevede due 4 cilindri TSI a benzina: 1.5 da 150 cavalli e 2.0 da 190 cavalli. Ad essi si aggiunge il turbodiesel 2.0 TDI in configurazione da 150 oppure 190 cavalli. La trazione è anteriore sulla 1.5 TSI ed esclusivamente a quattro ruote motrici 4Drive su tutte le altre versioni, ad eccezione della 2.0 TDI da 150 cavalli che può essere disponibile anche a sole due ruote motrici. I

l cambio DSG a 7 marce è di rigore sui modelli a trazione integrale mentre le altre varianti montano una trasmissione manuale a 6 marce. Su tutte non mancano dispositivi come Front Assist, assistenza pre-crash, sterzo progressivo e in opzione il Dynamic Chassis Control.

La 1.5 TSI che abbiamo assaggiato per prima mostra un affidabile comportamento, grazie all’equilibrio del telaio. Si guida con facilità e grazie all’eventuale regolazione delle sospensioni può cavarsela molto bene anche nel misto scegliendo la modalità più sportiva. Quella più confortevole e la Eco privilegiano l’assorbimento delle irregolarità della strada, ma inducono un più marcato rollio in curva.

Lo sterzo a servoassistenza progressiva si adegua alle varie regolazioni, permettendo comunque un controllo efficace delle traiettorie. La più piccola versione a benzina che abbiamo guidato può toccare i 200 orari e accelerare da 0 a 100 orari in 9”8. Buona anche la manovrabilità del cambio manuale, con innesti precisi e anche abbastanza veloci delle 6 marce.

Con la 2.0 TDI da 190 cavalli abbiamo seguito invece unicamente un breve percorso in fuoristrada che ha messo in luce le possibilità della versione a quattro ruote motrici e con il cambio DSG. Che si toglie dagli impicci più che discretamente anche nel fuoristrada che comincia ad essere impegnativo.