Lamborghini Aventador SVJ fila veloce. Siamo all'Autòdromo do Estoril per il primo test della Lambo dei record: costa 426mila euro, ne verranno prodotte 900, ha il motore più potente del Toro di Sant'Agata, leggerete tutto (ma proprio tutto) su AUTO 11 in edicola a ottobre.   

Mi preparo ad affrontare l’ultima curva che immette sul rettilineo principale del circuito del Portogallo. Sono in appoggio, terza marcia. La Lamborghini che mi precede esorta via radio a “contenere” il piede destro: il rettilineo è un invito per i suoi 770 cavalli, specie quando esci bene e puoi mettere giù tutto.

La curva termina. Luce verde: comincio ad accelerare progressivamente, giù tutto fino in fondo. Le marce entrano come fucilate. Quarta, quinta, sesta. Il V12 piantato alle mie spalle urla fino a 8.500 giri. Praticamente sono a 270 km/h. Passato l’enorme cartello BRAKE, un monito più che un’indicazione, pesto forte sui freni. 

Mio Dio! L’auto si punta sulla ruota destra, “scarta” decisa verso il muretto del rettifilo: qui il video del momento preciso.

Ora: tutto quello che sto per descrivere dura lo spazio di frazioni di secondo. Ma ovviamente nella mia percezione, specie a posteriori, è durato un’eternità. 

Tolgo subito freno, alleggerisco; e con movimenti dolci il più possibile correggo la traiettoria. Devo essere ancora a oltre 250 orari. Una tirata di sterzo ora provocherebbe un disastro. Invece no: tutto va come previsto. La Lambo è sempre la Lambo.

Recupero la traiettoria e si manifesta immediatamente un altro problema: la Lambo SVJ che mi precede ha già frenato vistosamente e io che ho dovuto alleggerire sto coprendo la distanza che ci separa troppo velocemente. E poi la curva è a destra: la prendo in pieno, penso. 

Ricomincio a frenare, ora l’impianto risponde perfettamente e, grazie alla sua potenza, decelero senza problemi. Respiro, faccio un rapido check e riprendo confidenza. E mentre scappo via fra i cordoli analizzo: cos’è successo? 

Forse un avvallamento, magari quel problema che a volte s'incontrava ai tempi della Gallardo. Ovvero, dopo qualche giro di pista la frenata risultava sbilanciata (lato destro o sinistro) a seconda del senso del tracciato. Mah! Di certo sono bastati due allunghi e altrettante staccate per dimenticare la paura (e che spavento!) e ricominciare subito a godere con l’urlo della SVJ.