Volvo S60, almeno nell’aspetto, non ha nulla di originale. Da fuori sembra una copia in scala ridotta della ammiraglia S90. Mentre dentro è completamente uguale alla V60, la sorella con il portellone che ha debuttato qualche mese fa. E allora perché la nuova Volvo S60 berlina rappresenta una pietra miliare nella storia del marchio svedese? Per almeno tre motivi.

Innanzitutto è la prima Volvo priva di un motore diesel, propulsore che fino a ieri ha fatto la parte del leone nelle vendite del marchio svedese fin dall’epoca della celebre 240. Inoltre sarà la prima Volvo a fare completamente a meno del cambio manuale perché qualunque sia la sua motorizzazione, sarà provvista soltanto di trasmissione automatica.

Terzo importante motivo, è la prima Volvo della storia ad essere costruita in America e non in Europa. Verrà prodotta nella nuova fabbrica di Charleston, nel South Carolina, anche perché nelle catene di montaggio della sede storica di Torslanda (Svezia), inflazionate dai modelli più grandi, non c’era assolutamente posto per mettere in linea anche la S60. Non si tratta però di un sacrificio ma di una scelta ragionata e strategica visto che la S60 berlina è dedicata principalmente al mercato Usa. Tanto che andrà in vendita adesso negli Stati Uniti e soltanto a fine 2019 nel nostro Paese. 

Volvo S60 è anche l’ultima auto del ciclo di rinnovamento della gamma iniziato nel 2014 con il Suv XC 90. La sigla davanti al nome fa capire chiaramente che si tratta di una berlina. Secondo la nomenclatura Volvo, infatti, le versioni tre volumi sono identificate dalla lettera “S” (che sta per Sedan, cioé berlina) e le familiari dal prefisso “V”, abbreviazione del nome Versatility. La S60 è anche la prima Volvo a spartire tecnologia con il marchio Polestar, quello creato appena un anno fa dagli svedesi per costruire (in Cina) e vendere nel mondo le auto elettriche sportive di lusso del gruppo Volvo.

Volvo S60 è una berlina confortevole, ma non certo paciosa e tranquilla. Perché le varie versioni hanno tutte potenze al di sopra dei 300 cavalli e un telaio orientato alla guida sportiva. Per sottolinearne meglio le doti dinamiche Volvo ha voluto farla provare in anteprima a noi della stampa specializzata nelle tortuose strade dell’entroterra della California, dove ci sono una serie di percorsi con curve di ogni genere e raggio che fanno invidia a quelli delle nostre montagne.

Per mettere a punto il telaio della S60, Volvo ha utilizzato un banco dinamico di simulazione costruito dalla Vi-Grade analogo a quello che usano le squadre F1 per simulare il comportamento delle monoposto sui vari circuiti. Per cui la S60 per esempio, pur non percorrendole mai fisicamente, è stata provata per migliaia di km sul percorso - simulato al banco - del Nürburgring e su altri tracciati fondamentali per trovare il set up ideale di sospensioni e telaio. La S60 è favorita in questo dall’uso del pianale SPA, quello per le berline di grossa taglia, che prevedendo l’impiego di un motore 4 cilindri trasversale piuttosto compatto, riesce ad avere spazio per alloggiare uno schema di sospensioni a doppi bracci sovrapposti sull’avantreno che sono decisamente più efficaci per una guida dinamica del tradizionale McPherson di tante altre berline.

La guida della Volvo S60, sia sulle curve veloci che nei percorsi misti, risulta quindi eccellente. Aiutata anche dalla buona potenza del motore. La S60 esce sul mercato (americano) con tre motorizzazioni diverse, una turbo e due ibride ma tutte con una quantità adeguata di cavalli. La T6 AWD a trazione integrale ha il 2 litri con doppia sovralimentazione: turbo e compressore volumetrico la portano ad erogare 310 cv e soprattutto possiede una curva di coppia molto piatta, con 400 Nm di coppia motrice disponibili fra 2000 e 5000 giri/minuto.

Poi esiste una versione T6 AWD ibrida che al 4 cilindri abbina un motore elettrico da 87 kW che porta la potenza complessiva a 390 cv (303 dal termico +87 elettrici) per una coppia complessiva di 640 Nm. Infine Volvo ha allestito anche una versione più potente, la Polestar engineered. Polestar è il marchio elettrico sportivo di Volvo, che dal 2019 lancerà una propria gamma di modelli elettrificati o completamente elettrici. Sarà per Volvo un po’ quello che Abarth è per Fiat, quindi il marchio svedese ha deciso di mettere in cima alla gamma S60 anche un modello specialmente ottimizzato Polestar: la T8. Ecco perché la T8 pur avendo lo stesso schema 4 cilindri turbo + motore elettrico della T6 eroga più cavalli. È stato potenziato con una serie di affinamenti interni che ha alzato la soglia a 405 cv, di cui sempre 87 sono quelli “elettrici” ma ben 318 quelli “termici”. Non solo cavalli oltretutto: la S60 T8 Polestar ha anche una serie di accorgimenti tecnici, come le pinze freno Brembo e gli ammortizzatori Ohlins a controllo elettronico, che ne migliorano la frenata e il comportamento dinamico.

Una curiosità: la T6 tradizionale a differenza delle due ibride differisce nel sistema di trasmissione integrale; l’AWD della T6 ripartisce il moto del motore fra le quattro ruote; le ibride invece hanno sì quattro ruote motrici, ma ben divise fra loro: quelle posteriori sono azionate dal solo motore elettrico e le anteriori dal solo termico.

Su strada la T8 si distingue per l’enorme coppia motrice di 670 Nm che conferiscono un ottimo spunto all’auto che accelera da 0 a 100 km/h in 4”7. Ma i circa 200 kg di peso extra delle batterie per il motore elettrico alloggiate all’interno del tunnel si fanno sentire e la rendono meno agile nei trasferimenti di direzione e meno reattiva in accelerazione.