Con nuova BMW Z4 conta solo viaggiare a cielo aperto. Il fascino della scoperta non muta nemmeno durante il periodo autunnale. Il ritorno del celebre modello potrà sembrare fuori stagione, ma in realtà serve a dare il lancio alle future generazioni di vetture targate Baviera. Si perché il nuovo modello è rappresentazione del potenziale promosso dalla futura Serie 3, con cui condivide parte della meccanica. Sostanzialmente la sezione anteriore e l’asse posteriore sono gli stessi che troveremo sulla nuova generazione della berlina tedesca. Una premessa, perché Z4 vive di vita propria. E la collaborazione con il Gruppo Toyota è stata sostanzialmente a favore dei giapponesi, avendo i tedeschi fatto la maggior parte del lavoro “sporco”. Ciò detto il fascino della roadster non si discute. Una vettura giunta oramai alla sua terza generazione. E se tra l’inizio della sua storia e quella attuale c’era stato un intermezzo a tetto rigido, ora si torna alla sacralità di quello in tela. Elemento fondamentale per essere una spider al 100%. Il sistema si apre e si chiude in circa 10 secondi. L’apertura e la chiusura possono avvenire anche in movimento, ma sino ad una velocità massima di 50 km/h. Ovviamente il comando è elettrico e non è esclusivo dell’abitacolo. Nel senso che si può azionare pure dal telecomando dell’auto. Stile proporzionato ma discutibile, è l’unica in famiglia che “stacca” in parte rispetto al resto della gamma Bmw. Se non altro al primo sguardo si differenzia dalle altre. Ma il gruppo ottico che avvolge il frontale si potrebbe assimilare a ben altre roadster di nazionalità britannica. Il gioco è semplice, la risposta altrettanto facile. Ovvio che solo il gusto personale possa decretarne il successo sul piano visivo. La nuova Z4 si presenta 85 millimetri più lunga (4.324 millimetri la lunghezza complessiva), 74 millimetri più larga (1.864 millimetri) e 13 millimetri più alta (1.304 millimetri). Il passo è stato invece accorciato di 26 millimetri (2.470 millimetri). Una compatta tra le sportive Bmw che, pur prendendo il largo alla voce design, si omologa ai diktat bavaresi alla voce interni. L’analogico è acqua passata, perché al suo posto ci sono il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, il display touch che sovrasta la plancia da 10,25 pollici e ovviamente l’Head-up Display. Il comando a rotella dell’iDrive Touch Controller non è sparito, così come i tasti che richiamano alcuni menù principali come quello del navigatore e del telefono. Una scenografia fantascientifica, che merita l’innesto del nuovo sistema operativo 7.0. Come per la recente Serie 8, integra una serie di funzioni che la rendono a tutti gli effetti uno smartphone su ruote. Ci vuole più tempo ad entrare in sintonia con le dinamiche multimediali che con quelle di guida. Dinamiche sostenute da una serie di motorizzazioni adeguate al rango di Z4. Un quattro cilindri declinato in due livelli di potenza, e un brillante sei cilindri destinato a svolgere il ruolo di punta in casa della roadster. Si parte dai 197 cavalli e 320 Nm della 20i, per arrivare ai 258 cavalli e 400 Nm della 30i. Il passaggio da 0 a 100 km/h per la prima si realizza in 6,6 secondi, mentre per la seconda in 5,4 secondi. Sono 240 i km/h di velocità massima per 20i, 250 quelli riferiti alla 30i. Ma il salto prestazionale è a favore della M40i. Proprio il sei cilindri appena menzionato. Un’unità di tre litri di cilindrata, capace di 340 cavalli di potenza massima e 500 Nm di coppia motrice. Si alza la soglia del divertimento, ma si abbassa quella per passare da 0 a 100 km/h: 4,5 secondi e una velocità massima (autolimitata) di 250 km/h. A cooperare in tale direzione ci sono le sospensioni a controllo elettronico, oltre i freni M Sport e il differenziale M Sport. Dettagli che sul resto della gamma sono disponibili come optional. Così equipaggiata, la M40i marca in modo più netto le differenze nelle risposte quando si cambia il modo di guida (COMFORT, SPORT e SPORT +) adoperando i tasti presenti sul tunnel centrale, vicino alla leva del cambio. Nel complesso rimane una vettura alla portata di tutti, fintanto non si decida di disattivare i controlli di stabilità e trazione. Una condizione che richiede un’esperienza di guida maggiore. Ma sino a quel momento non ci sono reazioni anomale da segnalare. Lo sterzo è meno artificiale del solito, pur conservando un certo grado di durezza. Inappuntabile il cambio a 8 rapporti, così come la progressività del sei cilindri da 340 cavalli. Una vera goduria quando si guida a cielo aperto, perché si può apprezzare lo scoppiettio allo scarico in rilascio. I prezzi variano tra i 42.700 della Z4 20i in allestimento d’ingresso e i 65.700 della performante M40i.