Elogio della familiare, il Leone ruggisce con la Wagon. Peugeot punta molto sulla nuova 508 SW, galvanizzata anche dal fatto che la media francese è tra le sette finaliste di Auto dell’Anno 2019, il prestigioso premio organizzato da Auto e altre sei autorevoli magazine internazionali.

Se la berlina aveva convinto con quel suo motivato ardire da coupé nel nostro primo test dello scorso giugno, la giardinetta non è stata da meno. Ancora più personale, una wagon di 4,79 metri, senza dubbio originale. In un mercato dominato da SUV le familiari sanno ancora fare la voce grossa, in Germania, Italia e Francia, 

Non lontano, specialmente nel “taglio” dei fari frontali (incassati) e di quelli posteriori a quello di celebri muscle car americane, Chevrolet Camaro e Ford Mustang ad esempio. Esaltato dalle scelte come le porte prive di cornici ai finestrini, l’assetto più ribassato (la vettura è alta 1,42) che già sulla berlina avevano ben figurato. I fianchi larghi e ben piantati le regalano un aspetto quasi aggressivo. Certamente ben proporzionato.

Quasi sorprendente all’esterno, nell’abitacolo propone i suoi cavalli di battaglia. L’i-Cockpit di nuova generazione con head up display da 12,3 pollici, sopra al “volantino” e sagomato, che regala una sensazione di maggiore agilità alla guida, è ben abbinato allo schermo centrale touch da 10”. Una filosofia specifica di Peugeot, che può dare qualche problema nella visualizzazione delle informazioni: non nel nostro caso. Buona la qualità generale dei materiali e delle finiture, di pregio.

Tra i sistemi di sicurezza da segnalare la possibilità di avere il “pacchetto” per la guida autonoma di livello 2 con l’aggiunta del Night Vision (telecamera a raggi infrarossi che rileva esseri viventi al buoi fino a 200 metri, prezzo di 1.000 euro) , che è sempre una bella “chicca” per questa categoria con il plus di mostrarlo direttamente sull’head up display proprio davanti al guidatore. Un plauso ai sedili anteriori avvolgenti ed ergonomici.

E il bagagliaio, discriminante fondamentale per una wagon? La capacità è nella media della categoria, da 530 litri (560 nella precedente generazione) fino a 1780 ribaltando gli schienali, in questo modo si possono caricare oggetti lunghi oltre 190 cm. Il vano è molto ben fatto, regolare. Abbiamo trovato subito confidenza e praticità nella sistemazione di oggetti.

508 SW arriverà sul mercato dal prossimo giugno, con tre motori Diesel, 1.5 litri da 130 cavalli, 2 litri da 160 e 180 cv e due benzina, 1.6 da 180 e 225 cavalli. Solo il propulsore a gasolio meno potente avrà a disposizione il cambio manuale a sei marce, gli altri avranno di serie del buon automatico a 8 marce EAT8 (di produzione Aisin). A fine 2019 arriverà la versione plug-in hybrid, dotata di 40 km di autonomia (ciclo WLTP) solo elettrica con batterie da 11,8 kWh, una potenza di sistema di 225 cavalli ai quali contribuiranno gli 80 kW del propulsore elettrico.

Il prezzo della vettura parte da 31.950 euro, la versione più richiesta probabilmente sarà il 2 litri Diesel da 160 cv, che nell’allestimento medio Allure (gli altru sono Active, Business, GT Line, GT e First Edition) ha un listino di 38.980 euro. I motori a gasolio, nonostante “l’ostracismo amministrativo e politico” in gran parte immotivato, la faranno da padrone sul nostro mercato.

Su strada il 1.5 da 130 cv (300 Nm di coppia a 1750 giri) e il 2 litri da 160 cv (400 Nm a 2.000 giri) hanno mostrato un ottimo piglio. Anche il propulsore più piccolo s’è mostrato pronto, lesto a riprendere a bassi giri se accoppiato con il cambio automatico.

Ben insonorizzato l’abitacolo, 508 SW possiede le stimmate da vera macinatrice di chilometri. L’equilibrio tra comfort, tenuta di strada e stabilità è la qualità migliore delle vettura, davvero piacevole. Pronta negli inserimenti, ma sempre assistita da sospensioni che la rendono eccellente anche per lunghi spostamenti. Nel consumi abbiamo rilevato una media, sui percorsi misti tra lungomare e colli tra Lisbona e Cascais, una media di circa 16 km/litro ad andature tranquille. Nella media, qui senza eccellere, ma il contesto è di alto livello.