Non ce ne siamo dimenticati, ma siccome i Suv spopolano a prescindere dalla passione, abbiamo atteso qualche giorno per raccontarvi della nuova Audi SQ5 TDI. Che, come già palesato dal parentado formato da A6, A6 Avant e S7 Sportback, fa del gasolio la propria scelta in chiave sportiva. Una scelta che fa discutere, sia in previsione dell'elettrificazione a cui è (e varrà) sottoposto il brand di Ingolstadt; e sia perché è la tecnologia che oggigiorno alimenta il maggior numero di polemiche quando si tratta automobili.

Ciò detto non ci sono differenze sostanziali rispetto a quanto asserito per le due versioni a ruote basse. La differenza di quota di potenza, che da 349 cavalli scende a 347, è dovuta essenzialmente ad un intercooler di dimensioni differenti tra le due tipologie di modelli. Va sottolineato che il grado di parentela tra A6 e A7 sia molto più stretto rispetto a quello che intercorre con Q5. Confermata invece la coppia motrice di 700 Nm. Così come la trazione integrale quattro e il cambio automatico a 8 rapporti. Altro elemento comune, il sistema che amplifica il sound allo scarico. Dispositivo che non modifica le note del V6 TDI solo a bordo vettura, ma ne muta le peculiarità anche all'esterno. Tanto che per essere un turbodiesel il suono dovrebbe essere più che accettabile pure i puristi del benzina.

Tecnologia collaudata

Il fatto che il baricentro sia in alto è un apparente svantaggio se il termine del confronto fosse casalingo. Ma la SQ5, potendo vantare un passo più corto di poco meno di 30 cm rispetto alle versioni S di A6 e A7, rimescola le carte in tavole, portando la sfida sullo stesso piano. Alla fine dei conti le considerazioni tra un modello e l'altro sono simili. Tanto che l'indiscusso protagonista dei modelli S non poteva che essere il motore. Il 3 litri TDI con architettura V6, che per fregiarsi della targa S ricorre ad uno stratagemma inedito. Almeno fintanto che si tratta di unità a sei cilindri. Dato che il compressore elettrico di cui daremo seguito, aveva già fatto la sua apparizione sulla SQ7, equipaggiata con un diesel V8. La particolarità di questo sistema è proprio la presenza di un compressore, non azionato dal motore endotermico, bensì da un'unità elettrica incorporata. Unità che prende “spunto” dal sistema di batterie agli ioni di litio che realizzano l'apparato a 48 Volt presente su Audi SQ5. A monte del compressore c'è una valvola di bypass che, a seconda del regime di rotazione del TDI e del carico di lavoro, si apre e si chiude, inviando il flusso di gas direttamente al compressore, oppure alla turbina azionata invece dai gas di scarico. Questa soluzione elimina la possibilità che si presenti il fenomeno del turbolag, ma soprattutto garantisce una risposta istantanea da parte del generoso TDI. Cosa che lascia ancor più basiti è l'allungo sino alla soglia dei 5000 giri/min. Un limite dopo il quale non decade in modo improvviso la spinta di SQ5 TDI, come probabilmente avverrebbe sulle motorizzazioni meno potenti.

Una sportiva confortevole

L'assetto sportivo non intacca minimamente il comfort di marcia, presentando una vettura certamente più reattiva, ma altrettanto composta e facile da guidare. Dopotutto si tratta di un Suv dal piglio più brillante, quindi meglio non attendere (giustamente) prestazioni da supercar. In ogni caso il passaggio da 0 a 100 km/h avviene in 5,1 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 250 km/h. Più interessante il dato circa i consumi nel ciclo combinato: 6,6 litri per 100 km. Meno “interessante” la voce prezzi: si parte da 76.250 euro.