La madre di tutti i SUV Audi. Q7 è questo, prima “Q” nel mondo dei quattro anelli, da 2006 ha lanciato la grande scalata delle ruote alte. Lo scettro ora lo divide con Q8, che s’è presentata con un piglio più dinamico. Abbiamo toccato e provato con mano il restyling della seconda generazione di Q7 a Kerry, nel sud ovest dell’Irlanda.

Tutt’altro che un semplice maquillage. Certo, gli stilemi più arditi di Q8 sono stati travasati nel più classico sport utility, ma Q7 restyling punta su lusso, comfort, tecnologia e doti stradali implementate. E non di poco. 

Arriva anche gamma mild hybrid, l’ibrido leggero, con sistema a 48 Volt. Ma soprattutto Q7 si presenta con la plancia digitale, dominata dall'MMI touch response, con i proiettori a LED con gruppi ottici posteriori a LED e con 30 sistemi di assistenza alla guida, tra i quali spicca l'adaptive cruise assist. Corredo completo.

Sotto il vestito tre i motori, tutti sei cilindri e tre litri turbo. Non sono un segreto i due Diesel da 231 e 286 cavalli e il benzina da 340 cv. Accoppiati alla trazione quattro con differenziale centrale autobloccante (ripartizione 40:60) e al cambio automatico tiptronic (ZF). 

Tris pure allestimenti: Q7, Business e Sport plus. La configurazione a sette posti, con la terza fila di sedili abbattibile elettricamente a scomparsa, non è un vezzo. Ma una costante, voluta dal 75% dei clienti, a chiara dimostrazione della polivalenza di Q7. E dell'effettiva abitabilità, con un bagagliaio che con cinque persone è enorme (850 litri) e ha una sontuosa (2.050 litri) capacità di carico massima. Indice di grande versatilità.

Per avere la migliore Q7 bisogna però attingere agli optional. Specialmente per la questione dinamica, che cambia radicalmente con le sospensioni pneumatiche adattive (adaptive air suspension) anche in versione Sport, le ruote posteriori sterzanti e la stabilizzazione antirollio attiva.

Nell’offerta ci sono anche i proiettori a LED Matrix, a LED Matrix HD con luce laser e il climatizzatore automatico a quattro zone. Avanzati anche i servizi Audi connect, con il Car-To-X, che può rilevare l’onda verde dei semafori e l'assistente vocale Amazon Alexa. E per non passare inosservati, i grandi cerchi da 22” (di serie sono i 19 pollici).

Tutte mild hybrid, ma per l’’Italia Q7 saranno Diesel, con il 98% delle vetture consegnate a gasolio. Con maggioranza per la 50 TDI da 286 cv, rispetto alla 45 TDI da 231 cv.

Proprio il Diesel più prestante è stato il principale oggetto delle nostre attenzioni sulle strade d’Irlanda.Con il volante al posto giusto, a sinistra, ma con la guida anglosassone, a sinistra. Le dimensioni sono le stesse (1 cm in più di lunghezza, 5,06 metri) il passo di 299 centimetri assicura ospitalità. Q7 ha mostrato sin dalle prime curve un passo regale, e un'agilità che qualche tempo fa sarebbe stata utopica per un “cosone” del genere. 

Se si vuole ballare a modo però servono gli optional prima citata  Stabilizzazione anti-rollio, ruote posteriori sterzanti e adaptive air suspension. Le sospensioni in autostrada abbassano automaticamente fino a un massimo di 30 millimetri in funzione della velocità. E in fuoristrada danno fino a 60 millimetri di luce supplementare dal suolo.

Pronta per i due mondi. Q7 ha esibito precisione e piacevolezza, conservando un comfort spettacolare. Amplificato  dal V6 Diesel e i suoi 600 Nm di coppia, molto elastico. Il mild hybrid è molto discreto, l'alternatore-starter azionato a cinghia collegato all’albero motore, può recuperare fino a 8 kW in decelerazione. I quali vengono stivati in una batteria agli ioni di litio, da cui viene successivamente veicolata ai dispositivi integrati nella rete di bordo.

In caso di rilascio dell'acceleratore tra 55 e 160 km/h nuova Q7 può veleggiare fino a 40 secondi. Utopico pensare di averli, salvo in rarissime eccezioni, la Casa dichiara un risparmio fino a 0,71 litri/100 km. La virtù è salva, ma soprattuto Q7 ha mostrato una qualità generale eccellente.