Su un fatto non si discute, Porsche riesce sempre a stupirti e la nuova 718 Cayman GT4 non fa eccezione. Il modello che va a sostituire era comparso nel panorama automobilistico nel 2015 e in men che non si dica era entrato nel cuore degli appassionati e fatto capire che con la GT4 non si scherza affatto ed i 7.40 min. sulla Nordschleife ne erano una valida prova. Oggi la nuova 718 Cayman GT4 ha alzato ulteriormente l’asticella, registrando un pazzesco 7.28 all’inferno Verde… (quattro secondi in meno della Carrera GT) Quattro litri, 6 cilindri, 420 cavalli “aspirati” e cambio rigorosamente manuale sono il suo biglietto da visita.

Come va in pista

Vediamo subito come si comporta tra i cordoli. Siamo in Scozia, circuito di Knockhill, un toboga di curve, saliscendi e chicane cieche, da affrontare con molta attenzione, il teatro ideale per saggiare le doti dinamiche di questa Cayman ipervitaminizzata. Giusto per ribadire la parentela tra le due auto, mi fa strada un 991 Gt3 RS… Scarichi rigorosamente aperti, auto Blip selezionato (il punta/tacco automatico), dentro la prima e giù il gas; il motore è privo di inerzia fin da regimi più bassi e tira fino a 8000 giri senza incertezze; proprio per essere pignoli, qualche nota in più dallo scarico non stonerebbe affatto, anzi…

Il cambio, come avevo già avuto modo di provare sulla Cayman T (Auto n°4) è perfetto, corto, preciso e nemmeno se stressato crea impuntamenti. Il ritmo aumenta progressivamente e nonostante stia cercando di trovare il limite ad ogni curva, sono perfettamente a mio agio, l’auto inserisce l’avantreno senza difficolta, nel lento guidato vedo avvicinarsi gli scarichi della 991 che mi precede, i benefici del motore centrale si sentono davvero.

Piantata a terra

L’assetto è piatto e sincero, tramite un tasto sulla console centrale, è possibile irrigidirlo ulteriormente ed i benefici in pista sono notevoli, soprattutto nei rapidi cambi di direzione dove potevo permettermi di entrare più deciso aumentando la velocità di percorrenza ed uscendo come un caccia!

In Scozia l’acquazzone è all’ordine del giorno, il pilota che mi precede non sembra affatto intimidito dalla situazione e continua a darci dentro senza riserve e con la sola accortezza di star lontano dai cordoli (scivolosissimi) siamo andati alla ricerca del limite che variava ad ogni giro.

Anche in queste condizioni ed alla gommatura più improntata all’asciutto (Michelin Sport Cup 2), l’auto si è rivelata sincera e prevedibile, equilibrata a tal punto da permettermi, sempre con attenzione, di gestire le perdite di aderenza con estrema naturalezza.