Quasi si fossero date appuntamento, sono appena arrivate in concessionaria tutte le più recenti versioni delle cosiddette piccole bombe: Ford Fiesta ST, Peugeot 208 GTI, Renault Clio RS a fare compagnia alla già ben piazzata Abarth Grande Punto. Vetture accomunate dalla cavalleria (da 180 a 200 cavalli), dalla cattiveria estetica e dal fatto che ognuna di esse ha una celebre antenata alle spalle. Un esempio? La piccoletta qui sopra, una delle antesignane del genere “hot hatch” nonché sogno proibito di ogni appassionato durante gli anni Ottanta e Novanta: la Fiat Uno Turbo i.e. Antiskid classe 1988, evoluzione della prima Uno Turbo datata 1985, le cui ultime sigle stampigliate sul portellone avevano un significato ben preciso: “i.e.” stava per iniezione elettronica, un bel salto di qualità rispetto ai carburatori, e “Antiskid” per sottolineare la presenza dell’ABS. Certo, oggi viene da sorridere sul fatto che occorresse sbandierare ai quattro venti di avere l’antibloccaggio e l’iniezione. Ma trattandosi di squisitezze tecnologiche che all’epoca erano piuttosto rare (c’erano berline Alfa e Fiat che sul baule recavano la sigla “aria condizionata...”), non c’è poi tanto da meravigliarsi. Viene da sorridere ancora leggendo la scheda tecnica della Uno Turbo i.e., sigla che tanto per restare in tema era riportata a caratteri cubitali e in rosso fuoco anche sul volante: il suo 4 cilindri “milletre” turbo era accreditato di 105 cavalli, la stessa potenza di un odierno 0.9 TwinAir nella sua variante più spinta. Eppure quei numeri che oggi paiono ridicoli erano capaci, 25 anni fa, di far volare la fantasia e anche la vettura stessa. Nel nostro articolo dell’epoca si parlava infatti di “accelerazione mozzafiato” e del fatto che fosse un “lampo” in ripresa. Tutto vero, rapportato al periodo storico. Perché sebbene la potenza fosse limitata, lo era anche il peso (appena 845 chili appena) e dunque 9 secondi netti per bruciare lo 0-100 e una velocità di punta di 200 km orari effettivi erano numeri davvero da sballo, che tra l’altro rendevano la Uno Turbo i.e. la più performante della classe. Con sospensioni ovviamente riviste rispetto alle Fiat Uno standard, la Turbo era piuttosto rigida per essere agile e maneggevole in curva, anche se pativa un po’ di sottosterzo soprattutto sul bagnato. La manovrabilità del cambio non era eccezionale, ma la vettura si faceva perdonare grazie al piccolo “milletre” dalla notevole spinta già a 2500 giri, che per un Turbo dell’epoca significava una grande fluidità d’erogazione. Con un prezzo nel 1988 di oltre 18 milioni di lire, la Uno Turbo i.e. era un oggetto per pochi, sebbene la sua diffusione fu larghissima e contribuì anche alla proliferare del tuning. È proprio per questo che trovare oggi un esemplare originale, con pezzi di serie e in buone condizioni, può comportare una spesa relativamente importante, anche nell’ordine degli 8mila euro.