Il design è certamente imprescindibile, perché la forma è il primo elemento a suscitare interesse verso un’automobile come l’Opel Astra, che non è tenuta a scatenare passioni e tuttavia deve distinguersi fra tante agguerritissime rivali. Ma, una volta raggiunto l’obbiettivo di attrarre l’attenzione, è fondamentale avere qualcosa da dire, o meglio da dare, e anche qui i tecnici dell’Opel non si sono tirati indietro. Se sulla generazione precedente a caratterizzare la compatta tedesca era l’ampia svasatura delle fiancate ripresa dalla più grande Insignia, la nuova Astra si presenta con un aspetto più dinamico, rimarcato dalla nervatura affilata che percorre le fiancate all’altezza delle maniglie e da quella fascia nera sui montanti posteriori che fa apparire il tetto sospeso e slancia il profilo dell’auto. Sotto l’abito, poi, c’è tanto di nuovo, incluse soluzioni nascoste che però hanno importanti riflessi sul comportamento stradale, sulla sicurezza, il confort, i consumi. Rispetto al modello precedente, la nuova Astra è leggermente più corta (di 5 centimetri in lunghezza) e ciò contribuisce, benché in minima parte, a un risparmio di peso quantificabile da 120 a 200 kg e raggiunto principalmente grazie alla parte telaistica (scocca, sospensioni, freni e ruote). Anche i motori favoriscono l’alleggerimento complessivo: ad esempio, il 1.4 turbo a iniezione diretta, che debutta proprio sull’Astra, ha il monoblocco in alluminio che pesa 10 kg meno del corrispondente in ghisa. Un occhio in più La presenza di altri contenuti è più evidente, in particolare di quelli relativi ai sistemi di assistenza alla guida, un campo nel quale la Opel è stata una pioniera nel mettere a disposizione su modelli di grande diffusione congegni inizialmente riservati a vetture di fascia superiore. Ad esempio, l’allestimento Innovation, il più alto dei tre proposti dalla gamma Astra, prevede di serie (sull’Elective costa 650 euro) l’Opel Eye, nome che fa riferimento alla telecamera anteriore. Questa telecamera di terza generazione, più potente nell’elaborazione delle immagini e con un rilevamento di migliore qualità che in passato, supporta vari dispositivi. Come il riconoscimento dei segnali stradali, oppure il rilevamento della distanza dal veicolo davanti con avviso di quando è troppo bassa, o la segnalazione dell’involontario abbandono della corsia di marcia e del rischio di collisione frontale. Nel caso del non rispetto della corsia il sistema, per la prima volta su un’Opel, prevede anche un leggero richiamo sul volante su input di un software sviluppato dalla stessa Opel. Se invece si rischia di tamponare la vettura che ci precede il sistema prima avvisa con allarmi sonoro e visivo poi, se il guidatore non reagisce a sufficienza, incrementa l’intensità della frenata o addirittura, fino a 40 km/h, frena autonomamente. Sull’Astra Innovation è di serie anche il servizio di connettività e assistenza personale Opel OnStar (500 euro su “base” e Elective), un sistema che include la chiamata automatica con localizzazione del veicolo in caso di incidente, oppure il collegamento con un operatore per vari tipi di richiesta (dalle informazioni di viaggio alla richiesta di soccorso): il tutto gratuitamente per i primi 12 mesi e senza che sia necessario avere a bordo un proprio telefono. OnStar permette anche di disporre di un hotspot wi-fi 4G/LTE al quale è possibile connettere fino a sette dispositivi. OnStar non è naturalmente il solo strumento di connettività presente a bordo dell’Astra, che propone il sistema IntelliLink in due configurazioni, entrambe dotate della app Apple CarPlay: R4.0, standard su Elective e Navi 900 di serie su Innovation (ne parliamo nella pagina accanto). Questi sistemi di infotainment si inseriscono in un ambiente che, a dispetto della riduzione degli ingombri esterni, risulta più spazioso che sulla precedente generazione di Astra, in particolare in altezza e, per il divano posteriore, anche in lunghezza. Il bagagliaio invece conserva la stessa capacità del passato (370 litri), ottimamente sfruttabile grazie alla forma molto regolare. Nella gamma di motori il 1.6 CDTI 136 cv della Astra in prova si dimostra brillante sia in accelerazione sia in ripresa; grazie anche all’alleggerimento della vettura guadagna 0”7 sullo 0-100 orari (9”6) e 1” nella ripresa in quinta da 80 a 120 km/h (8”2) rispetto alla precedente Astra. La nuova Opel è vivace anche fra le curve ed efficiente sotto il profilo dei consumi, percorrendo nel ciclo misto ben 27 km/litro. Luigi Massari

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