Per chi conosce il mondo dell’auto, l’Italdesign è la creatura di Giorgetto Giugiaro, uno degli stilisti di più ampia creatività e maggior successo di sempre. Dalla Maserati Ghibli alla Fiat Panda, passando per Volkswagen Golf e persino la DeLorean di “Ritorno al futuro”, sono numerose le automobili che testimoniano a favore della genialità del fondatore dell’azienda di Moncalieri. Dal 2015 l’Italdesign è entrata nell’orbita del gruppo Volkswagen, che ha il merito di avere proseguito lungo la strada tracciata da Giugiaro pur in un momento di difficoltà per tante aziende che si occupano di stile delle vetture.

Sotto la direzione di Jörg Astarlosch, l’Italdesign si è mossa verso un domani più stabile esplorando anche il fertile terreno delle supercar a tiratura limitata. Lo ha fatto con il progetto Automobili Speciali e la Zerouno lanciata nel 2017 partendo dalla base dell’Audi R8. Realizzata in soli 5 esemplari, la coupé è stata venduta piuttosto facilmente a un prezzo di 1 milione e mezzo di euro più tasse. Il peso ridotto a circa 1300 kg, l’ampio uso di fibra di carbonio per la realizzazione della carrozzeria e un approfondito studio dell’aerodinamica la caratterizzano. La linea è stata concepita sotto la direzione di Filippo Perini, a suo tempo responsabile del design alla Lamborghini e ora nella stessa posizione a Moncalieri.

Sviluppata anche con la consulenza di Dindo Capello, vincitore anche alla 24 Ore di Le Mans con l’Audi, la Zerouno è ispirata alle auto da corsa. L’avantreno alleggerito e un passaggio forzato dell’aria attraverso una canalizzazione ricavata nel cofano vogliono rendere particolarmente precisa la guida della supersportiva torinese. Tra le peculiarità c’è anche un abbassamento di 15 mm del tetto e dei montanti anteriori, che comunque non ha compromesso l’omologazione su strada della vettura.

A distanza di qualche mese, l’Italdesign raddoppia il carico con 5 unità della versione spider, chiamata Zerouno Duerta, che in piemontese significa aperta. Il tetto rigido è a sua volta in fibra di carbonio ed è facilmente asportabile. Sempre realizzata sulla base della R8, anche la Zerouno Duerta può contare su un generoso V10 aspirato di 5,2 litri da 610 cavalli che la spinge sino a 320 km/h di velocità. Per la cronaca, la coupé ha toccato i 333 orari sulla pista di Nardò accelerando da 0 a 100 km/h in 3”2.

Ancora una volta quasi in esclusiva, abbiamo avuto modo di provare la Zerouno coupé, che si rivela una sportiva di grande carattere. Le si perdona sicuramente una rumorosità superiore a quella della R8, anche perché il canto del motore è davvero entusiasmante una volta sparata la lancetta del contagiri verso gli 8500 giri di regime massimo.

La strumentazione digitale è stata ridisegnata specificamente per la vettura, pur utilizzando lo schermo da 12”4 usato su R8 e Lamborghini Huracan. Le accelerazioni sono fulminanti, ben gestibili anche attraverso l’uso del cambio a 7 marce con comandi al volante, reso più immediato nelle risposte da una specifica gestione pure degli attuatori. Più leggera della R8, la coupé della Italdesign ha un inserimento in curva preciso e una tenuta di strada eccezionale, coadiuvata dalla presenza di pneumatici Pirelli PZero sviluppati specificamente per il modello. La prontezza e la precisione dello sterzo anche nelle modalità meno sportive è tra i pregi migliori, insieme a un divertimento di guida indiscutibile, non troppo penalizzato, come a volte accade, dalla presenza delle quattro ruote motrici. Notevole, per concludere, la frenata garantita da un impianto carboceramico con dischi di grandi dimensioni.