Prima un salto in Scozia. Poi un lungo trasferimento in territorio inglese. Esattamente a Cockermouth. Laddove è attivissimo, e ben remunerativo, il centro M Performance, che oltre a progettare e collaudare la gamma sportiva della Ford, prepara auto di vari marchi, anche per il Trofeo Blancplain, come ad esempio le Bentley.

Ma anche la Jaguar è tra i vari clienti. Oltre alla stessa partecipazione della Ford, con la Fiesta, al WRC.

Ford GT, purosangue da 656 cv

Stavolta è stata però l’occasione per capire a che elevato livello si è arrivati con un purosangue come la Ford GT, cosa già appurata in occasione della presentazione di due anni fa. A disposizione, sempre la versione stradale (si fa per dire), visto che sono bastati pochi di pista per capire, ancora una volta, come sia una vera e propria auto da competizione. E ovviamente da collezione. Riepiloghiamo e ricordiamo le sue caratteristiche: monoscocca in fibra di carbonio, motore centrale, controllo elettronico dell’aerodinamica e delle sospensioni, prodotta in Ontario (Stati Uniti). Potenza di 656 cv, cambio a doppia frizione Getrag a 7 marce, velocità massima di 347 km/h, accelerazione da 0 a 100 km/h in Impressionante la frenata. Ed è questo uno degli aspetti più esaltanti. I freni sono a matrice carboceramica. E via di questo passo. Non bastasse, proprio di recente la Ford ha deciso si produrre 45 ulteriori esemplari di GT, battezzati GT MK II, un nome che richiama antiche glorie del passato, derivata dalle esperienze nel World Endurance Championship.

Presentata al recente Festival of Goodwood. A oltre 1,2 milioni di euro, chi se lo può permettere, si può divertire a fare il pilota, come ha già insegnato la Ferrari, anni fa, con la FXX. Infatti anche questa GT MK II non può girare su strada. I 700 cv del 3.5 litri Ecoboost sovralimentato si devono dunque scatenare sui circuiti. Del resto, basti pensare che il carico aerodinamico è superiore del 400 per cento rispetto alla GT stradale. Il peso complessivo è calato di 90 chili.

Come Steve McQueen

Non è mancato qualche giro anche con la conosciutissima e più abbordabile Mustang, nella versione Bullit, che richiama anni passati alla storia, i mitici “sessanta” e “settanta”, quando Steve McQueen divideva la sua vita tra cinema e passione per bielle e pistoni. Detto che le due piacevoli giornata ospiti di Ford M Performance si sono concluse con altri test stradali con la Focus ST e in off road con il mastodontico Ranger Raptor non resta che auspicare un’altra “convocazione” come questa. In grado di far rivivere anche quel mitico duello rimasto nella storia della 24 ore di Le Mans. Con una GT che però si chiamava Ford GT40 e che vinse, nel 1969, sul circuito della Sarthe con il mitico Jacky Ickx, che precedette di soli 120 metri la Porsche 908 di Hans Hermann. Come noto, è proprio dalla GT 40 che ai giorni nostri è stato deciso di riproporre qualcosa di simile. Anche se un’ icona come quella, a ben 50 di distanza, resta ancora qualcosa di inavvicinabile: per la sua bellezza. E per le tante vittorie conquistate dalla Ford sul circuito francese, ben quattro consecutive dal 1966 al 1969.