ROMA. Dopo il grande, e forse inaspettato, successo delle prime due edizioni, con 650.000 visitatori nel 2016, torna a Torino dal 7 all’11 giugno il “Salone dell’Auto Torino - Parco Valentino”, la grande esposizione all’aperto che il capoluogo piemontese offre agli appassionati. Un salone che riprende il nome, in qualche modo, del celebre Salone di Torino che vide la sua prima edizione ad aprile del 1900, e andò avanti seppur in maniera non continuativa fino alla 68a replica dell’anno 2000. Un Salone che catalizzava gli sguardi dell’Italia intera e dell’Europa, soprattutto nei primi anni nei quali l’unico modo di conoscere le novità automobilistiche, di vederle e di toccarle, era appunto quello di fare un salto a Torino.

Di acqua ne è passata sotto i ponti, fino a tre anni fa quando un gruppo di appassionati imprenditori rilanciò l’idea di far tornare Torino la Capitale dell’auto italiana, proponendo al pubblico una meravigliosa passeggiata fra le ultime novità, le supercar e tanto altro fra i viali del parco Valentino con la formula, graditissima, dell’ingresso gratuito dalle ore 10 alle 24. Opportunità che è stata confermata anche quest’anno, con la sola accortezza di scaricare il biglietto d’ingresso dal sito ufficiale www.parcovalentino.com , in modo da poter avere un controllo sul numero di spettatori ai quali, con questo biglietto, inoltre Trenitalia offrirà interessanti sconti per raggiungere Torino da ogni parte d’Italia.

Al momento sono già oltre cinquanta le Case automobilistiche e i carrozzieri che hanno assicurato la loro presenza, per un evento che oltre al parco coinvolgerà tutta la città di Torino, a cominciare dal Gran Premio Parco Valentino, che vedrà oltre 200 fra supercar e auto classiche di grande pregio collezionistico partire da Corso Cairoli in centro città sabato 10 giugno, precedute dalla Lancia D50 di Ascari, vincitrice nel 1955 dell’ultima gara del G.P. del Valentino, e percorrere ben 18 chilometri a partire dalle ore 15, toccando sei circoscrizioni per concludere la sfilata alla Palazzina di caccia di Stupinigi, famosa residenza sabauda.

Ma le iniziative sono tante, come ha ricordato Andrea Levy, il presidente del Salone, garantite “dall’ingresso gratuito, l’orario prolungato fino alle 24 e lo spazio garantito a ciascun marchio partecipante. Questa edizione sarà caratterizzata da un calendario fitto che coinvolgerà varie parti della città, con eventi che approfondiranno differenti tematiche del mondo automotive. All'anima statica dell'esposizione all'aperto delle novità commerciali e anteprime del Parco Valentino, cuore pulsante della manifestazione, si affiancherà quella dinamica di piazze e Residenze Sabaude che si trasformeranno in location prestigiose per meeting di supercar, auto elettriche, regine del motorsport e le ultime novità di auto con dispositivi di guida assistita. Un programma che è piaciuto ai brand automobilistici, che confermano la loro massiccia presenza al nostro Salone, e che siamo sicuri entusiasmerà gli 800.000 visitatori attesi in città per quei giorni".

Verranno poi festeggiati in modo particolare i 70 anni della Ferrari e i 90 della Volvo, ci saranno premi particolari per il miglior design di auto di serie, e per il miglior design di un  concept  e per quello di marca. Le Case porteranno anche le proprie auto “green” per discutere del tema dell’ambiente, mentre ci sarà anche il concorso d’eleganza organizzato da ASI l’ultimo giorno della manifestazione nel cortile del castello del Valentino, patrimonio dell’Umanità Unesco. 

Presso la sede dell’ACI a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione del Salone, si è tenuta una tavola rotonda sugli effetti di “6 anni di Superbollo” (che penalizzava allora le vetture nuove con potenza di oltre i 225 KW, oggi ridotto a 185): tutti gli intervenuti, a cominciare dal Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, al Direttore dell’UNRAE Romano Valente,  ai rappresentanti delle Case Porsche, Jaguar Land Rover, Ford e Mercedes-Benz, hanno convenuto sui danni economici e sulla perdita di posti di lavoro che questa misura, introdotta nel 2011, ha generato per tutto il comparto auto, segnatamente per quello premium, a fronte di limitatissimi benefici per le casse dello Stato. Se si riuscisse ad eliminare questa misura, hanno concordato tutti gli intervenuti, non nell’immediato, ma nel breve periodo, l’Erario incasserebbe di più per l’entrata garantita dall’IVA su queste vetture, comunque sui bolli delle vetture che verrebbero nuovamente acquistate, e sull’indotto generato dalle officine specializzate che in gran parte in questi ultimi anni hanno dovuto chiudere per mancanza di lavoro. Un maggior introito che supererebbe di gran lunga i 168 milioni di Euro che lo Stato contava di incassare con questa iniziativa ma che, per effetto di vetture vendute ed altre portate all’estero, non ha dato gli effetti sperati. Andrea Levy, il presidente del Salone, ha annunciato che questo tema verrà ripreso proprio nei giorni dell’evento di Torino.