LAS VEGAS. Se percepisci, intuisci, anticipi e se anticipi previeni, che in fondo, come dicono i medici, è sempre meglio che curare. Per farla semplice, è questa la filosofia tecnologica che ha ispirato Platform 3.0, il nuovo test vehicle per la ricerca sulla guida autonoma che Toyota presenta al CES di Las Vegas (9-12 gennaio).

Non un semplice esercizio tecnologico, ma uno sviluppo di grande impatto pratico, perfettamente coerente con un design elegante e moderno perchè il potenziale software è direttamente integrato nella scocca della vettura in oggetto (la base è una Lexus LS 600h L), proprio per facilitare la produzione di serie delle stesse in modo da avere, appunto, la percezione esatta di tutto l’ambiente esterno che circonda la macchina.

Gill Pratt, CEO del Toyota Research Institute è soddisfatto. «Il nostro team si è dimostrato ancora una volta capace di progredire notevolmente. Per portare la piattaforma di ricerca ad un nuovo livello abbiamo sfruttato le straordinarie competenze Toyota in fatto di design e di ingegneria, per creare un’innovativa piattaforma di test che sono certo diventerà un punto di riferimento per il settore».

La Platform 3.0 monta una gamma completa di sensori che la rendono uno dei prototipi per la guida autonoma più avanzati del settore. La chiave di tutto è il sistema Luminar LIDAR, con una portata di ben 200 metri, capace di coprire oggi l’intero perimetro a 360° della vettura, fattore questo consentito dai quattro sensori LIDAR ad alta risoluzione capaci di rilevare tutti gli oggetti presenti nell’ambiente esterno. Posizionati in basso sui quattro lati della vettura, uno in ciascuno dei pannelli laterali anteriori, in ciascuno di quelli posteriori e nei paraurti di coda. E i sensori sono talmente potenti che riescono a rilevare anche gli oggetti più piccoli nell’ambiente circostante la vettura, inclusi i bambini e i detriti presenti sulla strada.Platform 3.0 è stata realizzata per la massima flessibilità per permettere l’integrazione delle future tecnologie.

Uno dei segreti di questa innovazione è la collaborazione tra lo studio CALTY Design Research di Ann Arbor, in Michigan e gli ingegneri della Toyota Motor North America Research and Development. L’obiettivo era ridurre le dimensioni di sensori e telecamere per integrarle nella scocca, modificando anche il tetto della vettura in modo da poter sfruttare lo spazio per sistemare i sensori. La produzione dei veicoli Platform 3.0 inizierà in primavera, con numeri inizialmente ridotti, per poter aggiornare quasi in tempo reale lo sviluppo del veicolo grazie alla velocità con la quale stanno iniziando ad arrivare i progressi da parte dello stesso Toyota Research Institute (tre aggiornamenti in una anno).

Parte delle nuove vetture verrà realizzate con i doppi comandi per testare la guida autonoma con l’applicazione Guardian, già presentata la scorsa estate. La vettura di Las Vegas, invece, con l’applicazione Chauffeur, ha comando singolo e rappresenta l’approccio Toyota all’automazione completa alla guida.