Sergio Marchionne si è presentato al Naias di Detroit in gran forma. E alla tradizionale conferenza stampa FCA ha detto: "Se riusciamo a pagare i debiti per il primo giugno (ossia alla presentazione del prossimo piano industriale, Ndr) mi metto la cravatta".

Il manager che ha fatto del maglione una divisa è evidentemente soddisfatto dei risultati Fiat Chrysler e Ferrari nell’anno appena conclusosi: "Adesso stiamo azzerando il debito, abbiamo livellato il gap di piattaforme con gli altri competitor e ora non abbiamo bisogno di altri. È ovvio che lo spreco economico derivante dalla mancanza di sinergie globali reali tra i costruttori resta un danno per l'industria dell'auto. Ma adesso, abbiamo portato avanti ula scelta di farci tutto in casa, con le nostre forze. E i risultati ora si vedono". E il 2018 si è aperto all’insegna dell’ottimismo anche in Borsa: "C'è stato un grandissimo lavoro da parte dell'azienda per il raggiungimento degli obiettivi del piano del 2014. C'è stato un adeguamento della valutazione del titolo agli obiettivi".

Un successo figlio delle performance dei singoli marchi, a partire da Jeep, che Marchionne non esita a definire "un successo completamente inaspettato: ha una storia lunga ma i risultati economici li abbiamo visti solo ora". Per quanto riguarda Alfa Romeo, l’amministratore delegato FCA dice: “E’ un lavoro incompiuto, va completato”. D’obbligo una deviazione a Maranello, soprattutto per smentire categoricamente i rumors di un suo interesse ad acquistare la Ferrari: “Sono solo menate”. Così come menate sono anche le voci di un interesse di Great Wall per Jeep: "Non ho intenzione di scorporare la società, non l'ho mai detto. Non abbiamo nessuna intenzione di dare nulla ai cinesi".

Alla vigilia della conferenza Marchionne aveva anticipato a Bloomberg che “la metà delle auto prodotte nel mondo entro il 2025 sarà elettrificata”. Sottolineando l’arrivo sul mercato della prima Jeep Wrangler ibrida nel 2020. Meno entusiasmo, invece, per quanto riguarda la guida autonoma: “capisco che bisogna sperimentare con modelli alternativi, ma creare l'illusione che sia una realtà già fatta è sbagliato".

Proprio a Detroit nel 2015 Marchionne aveva definito un passaggio "dovuto" la partnership con un altro grande brand. Tuttavia nessun accordo è andato in porto e in FCA hanno deciso di fare da soli : ''Siamo alla pari degli altri: se abbiamo bisogno noi, ne hanno bisogno anche altri. Non ho bisogno di nessuno e di tutti''.

Infine una battuta sul suo successore, che verrà presentato entro la prima metà dell’anno e si insedierà a inizio 2019. Sarà una donna? Prematuro, "serve ancora una generazione". E sul nome taglia corto: "Il consiglio di amministrazione nominerà il successore, non io".