In un panorama delle berline compatte sempre più povero di proposte con carrozzeria hatchback tre porte, c'è chi rilancia una formula sicuramente originale: due più uno. Porte.

Un'unicità che intende preservare Hyundai Veloster: arriva alla seconda generazione e si presenta dal Salone di Detroit con un design rinfrescato, per seguire l'evoluzione radicale del marchio e inserirsi nel solco tracciato da nuova Hyundai i30. E' un po' berlina un po' coupé, con misure da segmento C senza esagerare nei centimetri, come testimoniano i 4 metri e 24 di lunghezza, con un passo da 2 metri e 65.

Al NAIAS si affaccia con diverse anime, dalla sportività della Turbo all'esuberanza della N, partendo dall'efficienza di un 2 litri aspirato a Ciclo Atkinson che costituisce la motorizzazione d'accesso, con 147 cavalli e 178 Nm di coppia, contro i 201 cavalli e 264 Nm dell'alternativa Turbo. Sovralimentazione comune alla più sportiva Veloster N, rispetto alla quale adotta un cuore 1.6 litri. E' un 2 litri da 275 cavalli e 352 Nm la Veloster top di gamma, seconda proposta della divisione sportiva N Performance dopo la i30.

Il rinnovamento estetico è totale, sintetizzato al meglio dalla calandra e dai fari che, a richiesta, sono a led. Il progetto svelato per la prima volta nel 2011 è logico che si arricchisca dei migliori contenuti sul fronte dei dispositivi di assistenza alla guida e dell'infotainment. Non manca il cruise control adattivo, la frenata automatica d'emergenza, il Lane Keeping Assist, l'automatismo sui fari abbaglianti High Beam Assist, fino al rilevatore Rear Cross Traffic Alert, che previene il rischio di incidenti nelle fasi di retromarcia.

Gran passo avanti naturale compiuto anche nel design degli interni, dal bel volante sportivo all'infotainment declinato in due misure: 7 o 8 pollici, completo di compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, oltre a chicche optional quali il caricatore wireless e i contenuti connessi di Hyundai Blue Link.

L'animo sportivo dell'automobilista affascinato da Veloster apprezzerà la possibilità di completare la dotazione di Veloster N con un differenziale autobloccante, la presenza di serie di freni maggiorati nel diametro e della modalità di guida N Mode, che incide anche sulla taratura delle sospensioni a controllo elettronico. Cambia la rigidità in funzione del profilo, accanto ai settaggi standard – presenti sin da Veloster 2 litri benzina aspirato – Normal, Sport e Smart. Rinuncia al differenziale autobloccante la gamma al di sotto della N per ripiegare su un Torque Vectoring che ricorre alla frenata selettiva sulla base dei dati rilevati dai sensori dell'ESC per incrementare la dinamica di marcia. Tranne Veloster Turbo, proposta esclusivamente con cambio doppia frizione 7 marce realizzato dal marchio coreano, le altre avranno due alternative alla voce trasmissione: manuale sei marce o automatico per Veloster 2 litri, manuale o DCT 7 marce la N.

Ultime note dedicate all'assetto. Tanto la Turbo quanto la N adottano barre antirollio maggiorate, da 24 millimetri all'avantreno e 19 millimetri al retrotreno, contro i 23 e 15 millimetri proposti sulla Veloster base. Invariato lo schema sospensivo, formato dall'anteriore McPherson e posteriore multilink: entrambi gli assi abbinano molle e ammortizzatori a gas.

Il debuttonegli USA della gamma Hyundai Veloster 2018 è previsto nel secondo trimestre dell'anno, nel quarto trimestre toccherà alla Veloster N.