FRANCOFORTE. Hamilton l’aveva ampiamente pubblicizzata via Twitter fin dai giorni dopo il Gp di Monza. “Vedrete che macchina sarà la Mercedes AMG Project One: una vera bestia”, twittava.

Per aggiungere poi: “Contate i giorni al salone di Francoforte per vederla”. E il gran giorno è arrivato. C’era anche Lewis, giubbotto rosso e occhiali (da riposo, non da vista) alla serata pre-salone organizzata da Mercedes per svelare al mondo la Project One.

La supercar più vicina a una Formula Uno che sia mai stata costruita. Una coupé due posti con motore posteriore/centrale e cambio a 8 marce. Con prestazioni mozzafiato degne di una F1: accelera da zero a duecento all’ora in meno di 6 secondi (sì, avete letto bene: in 6” va da zero a duecento km/h, non cento come tutte le altre auto!). E può raggiungere una velocità massima di circa 350 km orari.  

Dall’esterno la Project One ha un aspetto basso e schiacciato, ma non ha le forme curvilinee e aggressive di tante supercar recenti. Anzi, assomiglia di più ai prototipi di Le Mans di fine Anni ‘90, quelli in cui l’aerodinamica era semplificata e non giocava un ruolo da padrona come oggi. Spicca nella vista posteriore invece la vistosa e lunga pinna nera sul cofano, molto simile a quella delle F1 odierne. In carbonio, come è nello stesso materiale il telaio monoscocca.

Ma quello che accomuna davvero la Project One alla Mercedes W08 di Hamilton si trova sotto il cofano. Tutto il powertrain, la parte motore/trasmissione della monoposto, è derivato direttamente dalla vettura F1. Il motore è il V6 turbo ibrido della F1, con la stessa cilindrata di 1600 cc, le stesse misure di alesaggio e corsa, gli stessi componenti interni del propulsore F1. “Proprio tutto uguale perché li costruiamo con gli stessi macchinari”, ci spiega Andy Cowell il capo della fabbrica dei motori F1 Mercedes di Brixworth, in Inghilterra, dove nascono sia i motori F1 che usano Hamilton e Bottas, sia quello della Project One. 

Complessivamente la power unit della Project One, tra termico ed elettrico, sviluppa oltre 1000 cavalli, addirittura più della F1 di Hamilton che arriva a sfiorare i 970/980 cv. Ma questo perché rispetto alla monoposto, la Project One possiede due motori elettrici in più: sono quelli sulle ruote anteriori che azionano ciascuna ruota e generano soltanto loro circa 120 kilowatt (163 cv) l’uno.

Il propulsore termico della supercar stradale invece eroga la bellezza di 700 cavalli. Molto molto vicino al V6 della F1 di Hamilton che raggiunge poco meno di 800 cavalli. Quel centinaio di cavalli o meno di differenza vengono dal fatto che il V6 stradale gira a un regime leggermente più basso della F1 (11.000 giri/minuto contro 12.000) per avere maggiore affidabilità e che la Project One usa il normale carburante delle pompe e non le benzine speciali impiegate in F1. Quindi la differenza prestazionale è lieve, lievissima. A dimostrazione che si tratta delle stesse power unit e non di motori soltanto somiglianti.   

Il V6 ibrido della F1 e della Project One è monoturbo ed ha lo stesso layout del motore Formula Uno, uno schema originale che Mercedes ha introdotto per prima in F1 nel 2014 e poi è stato copiato da tutti. L’originalità è che la turbina è collocata in mezzo alla V del motore, perché gli scarichi vengono fatti uscire al centro della V e non all’esterno della bancata come si usa su tutti gli altri motori turbo plurifrazionati; mentre il compressore che viene mosso dalla turbina si trova all’estremità del motore, vicino all’aspirazione ed è collegato alla turbina da un alberino.

Fra di loro c’è un motore elettrico, che sviluppa circa 90 kW (120 cv) e serve ed eliminare il famoso turbo-lag, quel ritardo di risposta che avviene fra il momento in cui si accelera e i gas di scarico fluiscono nella turbina e il momento in cui questa, girando, riesce a far “soffiare” il compressore. Anche la batteria al litio deriva da quella della F1, ma in questo caso è formata da più celle perché per motivi di omologazione stradale deve poter garantire una autonomia in modalità solo elettrica di almeno due 25 km.

La Project One sarà costruita in piccola serie: circa duecento esemplari, prodotti praticamente a mano. A un prezzo di 2,275 milioni di euro. E il primo cliente dovrà aspettare quasi, due anni, ovvero il 2019, per ricevere il suo esemplare.