Settant'anni di storia Ferrari sono indissolubilmente legati a un frazionamento iconico: dodici cilindri a V. L'erede della F12 Berlinetta parte da qui, dalle bancate a 65 gradi, per rilanciare la sfida tecnica e raggiungere nuove vette. L'unità V12 aspirata di serie più potente mai prodotta a Maranello, così presentano il 6.5 litri da 800 cavalli e 718 Nm. Si nasconde sotto forme radicalmente evolute, che nascondono nei particolari le soluzioni tecniche attese a piena spiegazione al Salone di Ginevra.

Se la F12 portò al debutto l'Aero Bridge, Ferrari 812 Superfast ridisegna completamente l'anteriore, non solo in termini di design ma di funzionalità aerodinamica e gestione dell'aria. Dalla fascia inferiore alle prese accanto ai gruppi ottici full led, più spigolosi nel confronto con la Berlinetta e la stessa F12tdf. Aperture sapienti davanti alle ruote anteriori e dietro, fiancata scolpita quasi a suggerire il percorso che compie l'aria verso la coda. Visivamente l'impressione è di un posteriore "accorciato", merito dei passaruota muscolosi e alti - sui quali si ritrovano due sfoghi d'aria - completato da un posteriore che richiama la GTC4Lusso nel disegno futuristico dei fari.

Accanto alle scelte stilistiche vanno registrate quelle tecniche. Il V12 6.5 litri non solo ha una cubatura superiore ma adotta l'iniezione diretta a 350 bar, prima volta su un motore a elevate prestazioni, abbinata a condotti di aspirazione a geometria variabile, ispirati alle soluzioni adoperate sui motori aspirati di Formula 1, dove è l'altezza dei condotti a variare, privilegiando ora le doti di coppia ora la potenza massima. E la scheda tecnica di 812 Superfast quantifica in 5 cavalli aggiuntivi, il beneficio offerto dalla sovralimentazione dinamica: 800 cavalli (123 cavalli/litro) si trovano a 8.500 giri/min, mentre i 718 Nm, valore di coppia massima espresso a 7.000 giri/min, è presente per l'80% già a 3.500 giri/min.

Le prestazioni annunciate dicono di uno zero-cento da 2"9 e una velocità massima superiore ai 340 km/h. Evoluzione motoristica alla quale non poteva corrispondere uno sviluppo altrettanto importante sul cambio doppia frizione 7 marce, con tempi di cambiata ridotti sia in salita che in scalata, proseguendo con un'altra prima assoluta per Ferrari: l'adozione del servosterzo elettrico, sviluppato per operare congiuntamente ai sistemi di controllo della dinamica di guida, dal Side Slip Control giunto alla versione 5.0 al Passo Corto Virtuale 2.0, migliorato rispetto all'applicazione del debutto su Ferrari F12tdf.

Nella sua configurazione più leggera, ricorrendo a componenti opzionali, la 812 Superfast ferma l'ago della bilancia a 1.525 kg, ripartiti al 47% sull'asse anteriore e al 53% al posteriore.

Profondi interventi hanno riguardato anche l'abitacolo, che sfoggia una nuova interfaccia uomo-macchina, sotto forma di uno schermo dedicato posto davanti al passeggero, ben più del "semplice" tachimetro e contagiri già noto: una vera postazione per accedere ai contenuti multimediali e verificare le prestazioni. Al centro, invece, spazio al display del climatizzatore, tra due "sculture" in alluminio: quella dedicata alle bocchette d'aerazione e il tunnel sospeso.