Ren RS, la startup cinese Techrules il suo prodotto con la versione da gara del modello presentato nel 2017. Che mantiene alcuni tocchi, fondamentali italiani: uscita dalla matita di Fabrizio e Giorgetto Giugiaro, mentre e l’ingegnerizzazione è stata curata dalla LM Gianetti di Torino.

Si tratta di un’auto veramente estrema. Telaio in fibra di carbonio, sospensioni push rod a triangoli sovrapposti e impianto frenante dischi carboceramici da 380 millimetri (di AP Racing ) e pinze a sei pistoncini all'anteriore e da 355 mm e pinze a quattro pistoncini al posteriore. Spicca la grande ala posteriore regolabile e anche l’anteriore è stato ottimizzato per ottimizzare il carico aerodinamico e il raffreddamento. Come nella prima Ren rimane caratteristico il tetto a cupola.

Nata per la pista e spinta da ben sei motori elettrici. Due all’anteriore e quattro al posteriore. La batteria a litio-ioni-polimeri ha una capacità di 28,4 kWh. E’ dotata di un range extender. Che può essere un generatore di corrente collegato a una turbina da 30 kW o a due turbine da 80 kW alimentate a gasolio. Anche i cinesi usano il Diesel, ogni tanto.

La potenza massima è di 1287 cavalli e 2340 Nm di coppia. Ren RS spinge molto anche solo con i quattro motori posteriori, arrivando a un picco di 870 cavalli. Le prestazioni dichiarate sono di 330 km/h di velocità di punta e di un’accelerazione da 0 a 100 in 3 secondi netti.